A raccontare lo stato d’animo di Nathan è Il Messaggero, che riporta le parole dell’uomo dopo la comunicazione dell’ordinanza. Il padre dei tre bambini vive la decisione del tribunale come “profondamente ingiusta” e, pur senza accusare apertamente la moglie in pubblico, lascia trasparire una frustrazione che va ben oltre la vicenda giudiziaria in sé.
“Provo un senso di frustrazione. Percepisco questa misura come un’ulteriore punizione immeritata”, avrebbe dichiarato Nathan, secondo quanto riportato dal quotidiano. Un uomo che sente di stare pagando le conseguenze di comportamenti che non sente propri, e che si trova a dover fare i conti con una situazione in cui il suo ruolo — pur valutato positivamente dai giudici — non sembra essere stato sufficiente a evitare il peggio.
Significativo anche il dettaglio sui vaccini: secondo quanto segnalato, sarebbe stato proprio grazie all’intervento del padre che si è riusciti a somministrarli ai figli, in una vicenda in cui i contrasti tra i genitori sulla gestione sanitaria dei bambini avevano fatto molto discutere fin dall’inizio.
I figli trasferiti in una nuova comunità vicino a Scerni
L’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila dispone il trasferimento dei tre minori in una nuova struttura, che sarebbe già stata individuata nei pressi di Scerni. La presenza di Catherine sarà consentita soltanto in occasioni specifiche, ancora da definire nel dettaglio, mentre gli incontri con la madre saranno limitati e programmati.
Una decisione che ha suscitato reazioni immediate e forti nel dibattito pubblico. Lo psichiatra che affianca la famiglia, Tonino Cantelmi, ha definito l’ordinanza “sconcertante”, sottolineando come la scelta del tribunale — arrivata mentre le perizie sui minori sono ancora in corso — rischi di produrre un ulteriore trauma nei bambini, proprio nel momento in cui avrebbero più bisogno di stabilità.
Sulla vicenda è intervenuta anche la premier Giorgia Meloni, che ha criticato duramente la decisione dei giudici, alimentando ulteriormente il dibattito politico e mediatico attorno a una storia che da mesi divide l’opinione pubblica italiana tra chi sostiene i genitori e chi ritiene che l’intervento delle autorità fosse necessario e doveroso.
Le accuse al comportamento di Catherine: cosa dice il tribunale
Al centro dell’ordinanza c’è una valutazione precisa e severa sul ruolo di Catherine all’interno della casa famiglia. Secondo i magistrati, la presenza costante della madre sarebbe diventata un ostacolo concreto agli interventi educativi del personale della struttura, contribuendo al peggioramento dell’equilibrio emotivo dei tre minori.
Nel provvedimento vengono richiamati presunti episodi di tensione all’interno della comunità, con comportamenti dei bambini che avrebbero mostrato una crescente opposizione verso le educatrici e il personale della struttura. Una dinamica che i giudici sembrano attribuire, almeno in parte, all’influenza della madre.
La difesa di Catherine ha risposto ricordando come la donna abbia accettato di sottoporsi a numerose verifiche nel corso di tutta la vicenda, sostenendo di aver partecipato a centinaia di accertamenti. Un percorso lungo e faticoso, che secondo i legali dimostrerebbe la volontà della madre di collaborare con le istituzioni. Ma i report delle autorità raccontano una storia diversa, e il tribunale ha scelto di seguire quella versione.
Una storia che continua a dividere l’Italia
La vicenda della Famiglia nel bosco resta una delle storie più discusse e polarizzanti degli ultimi mesi nel nostro Paese. Da un lato chi vede in Catherine e Nathan due genitori che hanno scelto uno stile di vita alternativo, vittime di un sistema che non riesce a comprendere le loro scelte. Dall’altro chi ritiene che i tre bambini avessero bisogno di protezione e che l’intervento delle autorità fosse non solo legittimo, ma necessario.
La lite tra i due genitori, la frustrazione di Nathan, l’allontanamento forzato di Catherine: sono tutti segnali che questa storia è ben lontana dalla sua conclusione. E mentre i tre figli si preparano a un nuovo trasferimento in una nuova comunità, l’Italia continua a guardare, a discutere e a dividersi.













