giovedì, Maggio 21

Garlasco, la famiglia Poggi rompe il silenzio: “Manca solo un martello, non l’attizzatoio”

Negli anni si sono fatte molte ipotesi, a volte anche bizzarre: si è parlato di stampelle, forbici, perfino di una mazzetta da muratore. Ma nessuna arma del delitto è mai stata trovata.

alberto stasi famiglia chiara poggi

Leggi anche:Flotilla, scontro Italia-Israele: Meloni e Tajani convocano l’ambasciatore dopo il video shock

Leggi anche:Maldive, recuperati anche gli ultimi due sub italiani: cosa sarebbe successo nella grotta

DB
DOBLO High Impact Ads
DB
DB
DOBLO AI- Multisite Ready
DB

Leggi anche:“Sono italiana e femminista”: la sorella di Salim El Koudri rompe il silenzio dopo l’attacco di Modena

La difesa: “Stravaganti suggestioni a 20 anni dai fatti”

“La famiglia Poggi è ancora una volta basita per quanto sta accadendo”, scrive in una nota l’altro avvocato della famiglia, Francesco Compagna. “Comprendiamo l’ampiezza dei poteri delle Procure in fase di indagine, ma questo non significa poter ignorare quanto emerso in un giusto processo. A distanza di quasi 20 anni – aggiunge – è inaccettabile rilanciare ipotesi stravaganti che vengono subito amplificate dai media”.

Il nuovo indagato: Andrea Sempio

Dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara, a 16 anni di carcere, la Procura di Pavia ha aperto un nuovo fascicolo per omicidio in concorso a carico di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. È su di lui che si concentrano ora alcune attenzioni investigative, ma la famiglia resta prudente e invita al rispetto.

“Serve più rigore e rispetto per il dolore”

“Il rispetto per le persone coinvolte in una vicenda così tragica – conclude l’avvocato Compagna – impone maggiore rigore nell’analisi dei dati e nella gestione della riservatezza. Non si può riesumare il dolore senza basi solide”. Intanto, le ricerche nel canale di Tromello proseguono, ma l’arma del delitto continua a restare un mistero irrisolto.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.