domenica, Maggio 10

Garlasco, Marco Poggi e la chiavetta Usb: “Sempio prese i video”

Una chiavetta Usb sparita, un video intimo mai chiarito fino in fondo e un’intercettazione che oggi cambia il peso di vecchi sospetti. Nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco emerge un dettaglio che sta scuotendo ancora una volta il fragile equilibrio costruito attorno alla vicenda di Chiara Poggi.

Al centro ci sono le parole di Marco Poggi, fratello della vittima, chiamato a confrontarsi con alcune intercettazioni attribuite ad Andrea Sempio. Frasi che, secondo quanto emerso, riguarderebbero un presunto video privato tra Chiara Poggi e Alberto Stasi.

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Per anni Marco Poggi aveva difeso pubblicamente l’amico storico, arrivando a escludere ogni possibile coinvolgimento. Oggi però, davanti ai nuovi elementi raccolti dagli investigatori, il suo racconto appare molto diverso.

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Cosa sappiamo finora

  • Marco Poggi aveva sempre escluso responsabilità di Andrea Sempio.
  • Le nuove intercettazioni del 2025 hanno riaperto i dubbi.
  • Sempio avrebbe parlato di un video intimo riguardante Chiara Poggi.
  • Marco Poggi ipotizza che una chiavetta Usb possa essere stata presa dalla camera della sorella.
  • Le gemelle Cappa hanno confermato l’esistenza di video privati tra Chiara e Alberto Stasi.
  • Un episodio legato a un allarme in giardino è tornato al centro delle indagini.

L’intercettazione che ha cambiato il clima dell’inchiesta

Secondo quanto riferito negli atti investigativi citati negli ultimi giorni, Andrea Sempio sarebbe stato registrato durante un soliloquio in auto mentre parlava di un presunto video legato a Chiara Poggi. È proprio questo passaggio che avrebbe profondamente colpito Marco Poggi durante l’ascolto delle intercettazioni nel Tribunale di Pavia.

Per il fratello della vittima, infatti, quel materiale non avrebbe dovuto essere conosciuto all’esterno della cerchia privata della coppia formata da Chiara Poggi e Alberto Stasi.

L’ipotesi della chiavetta Usb

Di fronte a quelle parole, Marco Poggi avrebbe formulato una spiegazione che lui stesso definisce “assurda”, ma che oggi viene considerata uno degli elementi più delicati della nuova fase investigativa.

Secondo la sua ipotesi, Andrea Sempio potrebbe aver preso una penna Usb custodita nella camera di Chiara Poggi, portandola poi via senza che nessuno se ne accorgesse.

Marco Poggi continua però a mostrare incredulità davanti a questa possibilità:

“Mi sembra folle, non riesco a spiegarmelo”.

È proprio questo conflitto interiore a rendere particolarmente pesanti le sue dichiarazioni: da una parte il legame personale con l’amico di sempre, dall’altra il peso crescente dei nuovi elementi emersi nelle intercettazioni.

Il ruolo delle gemelle Cappa nelle nuove audizioni

Nelle recenti audizioni milanesi sono state ascoltate anche Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara Poggi. Le due avrebbero confermato agli investigatori che Chiara aveva parlato, almeno in parte, di quei video privati con Alberto Stasi. Secondo Stefania Cappa, la ragazza affrontava l’argomento “in maniera serena e semplice”, mentre Paola avrebbe ipotizzato che Chiara potesse provare imbarazzo nel parlarne apertamente con altre persone.

Queste dichiarazioni vengono considerate rilevanti perché contribuiscono a definire chi fosse realmente a conoscenza dell’esistenza di quei file.

L’episodio dell’allarme in giardino

Tra i dettagli che stanno tornando sotto la lente degli investigatori c’è anche un episodio avvenuto pochi giorni prima dell’omicidio. Secondo il racconto di Stefania Cappa, mentre si trovavano nel giardino della casa dei Poggi sarebbe improvvisamente scattato l’allarme.

Chiara, molto agitata, sarebbe uscita in strada in pigiama e ciabatte per controllare la presenza di eventuali estranei vicino all’abitazione. Un dettaglio che all’epoca poteva sembrare marginale ma che oggi, nel nuovo contesto investigativo, assume un significato differente.

Cosa cambia adesso

Le nuove dichiarazioni di Marco Poggi non rappresentano una prova definitiva contro Andrea Sempio, ma segnano un cambio molto forte nel clima dell’inchiesta.

Per la prima volta, infatti, il fratello di Chiara prende in considerazione uno scenario che in passato aveva sempre respinto con decisione.

Gli investigatori stanno ora cercando di capire:

  • se quella chiavetta Usb sia realmente esistita;
  • chi potesse avere accesso ai file privati;
  • quanto siano attendibili le parole intercettate;
  • se esistano collegamenti concreti con il delitto.

È proprio su questi punti che si concentreranno le prossime mosse della Procura di Pavia.

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Le domande ancora aperte

A quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, la nuova inchiesta continua ad aprire scenari che sembravano ormai archiviati.

Restano ancora molti interrogativi:

  • Andrea Sempio aveva davvero accesso ai file privati di Chiara?
  • Le intercettazioni sono state interpretate correttamente?
  • La chiavetta Usb è mai stata trovata?
  • Quanto pesa oggi questo nuovo filone investigativo?

Domande che continuano ad alimentare uno dei casi giudiziari più discussi della cronaca italiana.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.