Una distinzione importante: comparire in un’inchiesta come membro di un gruppo non equivale a essere accusati di reati specifici. Ma cambia il contesto in cui si legge la segnalazione tedesca e il conseguente controllo italiano. Non era una verifica casuale o una persecuzione politica nata dal nulla, ma la risposta a un’attivazione formale del sistema Schengen partita da un fascicolo investigativo aperto in Germania.
Il caso in sintesi: cosa era successo il 28 marzo
Il controllo in hotel era avvenuto sabato 28 marzo, alla vigilia della manifestazione No Kings Italia. Gli agenti avevano verificato l’identità della persona presente nella stanza. Quando avevano capito di trovarsi davanti a un’europarlamentare, le verifiche si erano interrotte. La Questura aveva escluso perquisizioni di sorta. La sinistra era comunque salita sulle barricate, parlando di intimidazione politica e di un atto lesivo dell’immunità parlamentare.
Il dibattito televisivo di lunedì ne è l’ennesima coda. Da una parte chi sostiene che il controllo fosse illegittimo nella forma e nelle procedure. Dall’altra chi fa notare che la segnalazione tedesca aveva una base investigativa concreta. Una divisione che, nel caso Salis, difficilmente troverà una sintesi.