domenica, Giugno 7

Italia a rischio recessione, allarme di Confindustria e Cgil: “Situazione peggio del Covid”

La richiesta è precisa e motivata: “Non sto chiedendo di sospendere il Patto tanto per sospendere, ma di sospenderlo per investire”. La distinzione è importante — non si tratta di un invito alla spesa incontrollata, ma di una proposta di politica economica strutturata che punta a usare la flessibilità fiscale come leva per la crescita in un momento di crisi eccezionale.

E la richiesta di investire non riguarda solo i governi: “Chiedo anche agli imprenditori di investire di più di quello che stanno facendo adesso”. Landini ha poi indicato strumenti concreti: i fondi pensionistici, nuovi veicoli finanziari capaci di trasformare i risparmi fermi sui conti correnti in motori di investimento produttivo, e soprattutto investimenti pubblici che creino domanda e infrastrutture.

Leggi anche:Benzina e diesel, prorogato il taglio delle accise fino al 3 luglio: ma c’è la beffa

Leggi anche:Pensioni giugno 2026: pagamento dal 1° giugno con arretrati e aumenti per invalidi e over 70. Tutto quello che devi sapere

Leggi anche:Dopo Carrefour anche Penny Market può lasciare l’Italia: cosa rischiano centinaia di supermercati

Lo shock energetico di Hormuz: perché cambia tutto

Al centro di tutto c’è lo Stretto di Hormuz. Il blocco navale e le tensioni militari nella regione stanno facendo impennare i prezzi dell’energia in tutto il mondo, con effetti diretti sull’industria italiana — manifattura, logistica, agroalimentare, chimica — che dipende pesantemente dalle importazioni energetiche. Un’Italia che già faticava a crescere si trova ora a fare i conti con costi produttivi in rapida ascesa e una domanda interna che non decolla.

Il Centro studi di Confindustria ha quantificato il problema in termini di PIL: tra uno scenario di risoluzione rapida del conflitto e uno di guerra prolungata, la differenza è di almeno un punto percentuale di crescita. In un’economia come quella italiana, che negli ultimi anni si è mossa tra lo 0 e l’1%, un punto percentuale è la differenza tra crescita e recessione.

Due mondi che parlano la stessa lingua

L’incontro tra Orsini e Landini all’Assemblea della Cgil ha un valore simbolico che va oltre i contenuti. Imprenditori e sindacati che condividono la stessa diagnosi — e che insieme chiedono all’Europa misure straordinarie — mandano un segnale politico preciso al governo e alle istituzioni comunitarie: questa non è una crisi ordinaria da gestire con gli strumenti ordinari. Richiede risposte all’altezza. E richiede che l’Europa decida da che parte stare.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.