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Nel 2022 ha replicato il successo, battendo Marine Le Pen al ballottaggio con il 58,6%. Ma stavolta il suo partito ha perso la maggioranza assoluta all’Assemblea nazionale, trasformando i governi successivi — guidati prima da Élisabeth Borne e poi da Gabriel Attal — in esecutivi di minoranza. Un secondo mandato più complicato, più logorato, più esposto alle contraddizioni della politica europea e globale.
“Ci sono cose che non ho fatto bene”
Nell’incontro con gli studenti di Nicosia, Macron ha fatto anche un bilancio dei suoi due mandati. Non un trionfalismo da comizio, ma una riflessione onesta: “Ci sono cose che hai fatto e non sei riuscito a fare bene, oppure che non hai spiegato nel modo giusto, o che non erano la cosa giusta da fare, o ancora che non abbiamo realizzato abbastanza rapidamente”. Un’ammissione di limiti che raramente si sente da chi detiene ancora il potere.
Ha aggiunto che questa consapevolezza lo ha portato a “rivedere e correggere alcune decisioni prese nel corso degli anni”. Un profilo di leader che, almeno nella narrazione che offre di se stesso, privilegia la capacità di imparare rispetto alla difesa a oltranza delle proprie posizioni.
Cosa significa per la Francia e per l’Europa
L’uscita di Macron dalla scena politica — annunciata con oltre un anno di anticipo — apre un capitolo di grande incertezza per la Francia. Il suo movimento politico, oggi ribattezzato Renaissance, non ha ancora un successore credibile in grado di raccogliere l’eredità del centrismo macroniano. E il vuoto che si creerà a sinistra e al centro del sistema politico francese potrebbe avvantaggiare le forze più radicali — sia da destra, con Marine Le Pen e Jordan Bardella, sia da sinistra, con Jean-Luc Mélenchon e il suo movimento.
A livello europeo, Macron è stato per anni uno dei motori dell’integrazione comunitaria — spesso in contrasto con la Germania, talvolta in solitudine, ma sempre con una visione precisa di cosa l’Europa dovesse diventare. La sua uscita coinciderà con una fase particolarmente delicata per il continente: la guerra in Iran, le tensioni con Trump, la crisi energetica. Trovare un successore con lo stesso peso specifico non sarà semplice.