La tragedia costata la vita a cinque sub italiani alle Maldive potrebbe cambiare per sempre le regole delle immersioni estreme nell’arcipelago.
Dopo il drammatico incidente avvenuto nella grotta di Alimathà, il governo maldiviano ha infatti annunciato l’intenzione di introdurre una nuova normativa per regolamentare le immersioni tecniche oltre i limiti consentiti.
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Una svolta che arriva mentre continuano le discussioni internazionali sulle modalità dell’immersione in cui hanno perso la vita i cinque italiani, morti durante un’esplorazione a oltre 60 metri di profondità.
La stretta del governo delle Maldive

Secondo quanto comunicato dal portavoce del governo Mohamed Hussain Shareef, le autorità stanno lavorando a una legge specifica per disciplinare in modo molto più rigido le immersioni tecniche. Attualmente le Maldive rappresentano una delle poche destinazioni al mondo dove questo tipo di immersioni risulta ancora formalmente vietato.
Con la nuova normativa, però, potrebbero essere introdotti permessi speciali destinati esclusivamente a subacquei altamente qualificati e ricercatori professionisti.
L’obiettivo dichiarato dal governo è quello di evitare nuove tragedie e aumentare gli standard di sicurezza per le attività considerate più estreme.
Permessi solo per sub certificati
Secondo le prime informazioni emerse, le immersioni oltre i 30 metri potrebbero essere consentite soltanto a operatori in possesso di certificazioni avanzate e competenze specifiche. Le autorità maldiviane parlano apertamente di attività che richiedono un “altissimo livello di esperienza”.
Per questo motivo il nuovo sistema prevedrebbe controlli più severi, autorizzazioni preventive e linee guida molto rigide per chi intende effettuare immersioni tecniche o speleosubacquee. La riforma sarebbe ancora nelle fasi preliminari ma il percorso legislativo potrebbe accelerare rapidamente dopo il clamore internazionale generato dalla tragedia.
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La tragedia che ha sconvolto le Maldive
L’incidente avvenuto nelle acque dell’atollo di Vaavu ha avuto un impatto enorme anche sulle autorità locali.
I cinque italiani erano impegnati in un’immersione all’interno di una grotta sottomarina quando qualcosa sarebbe andato storto durante il ritorno verso l’uscita.