Maria Rita Parsi è rimasta fedele a se stessa fino all’ultimo giorno: una voce ferma, appassionata, mai accomodante. La psicoterapeuta e scrittrice romana è morta il 2 febbraio 2026 all’età di 78 anni, probabilmente a causa di un malore improvviso, lasciando un segno profondo non solo nella comunità scientifica ma anche nel mondo della televisione e del dibattito pubblico.
Per decenni è stata una presenza costante sul piccolo schermo, capace di portare temi complessi come l’infanzia violata, l’abuso e il disagio psicologico in un linguaggio comprensibile e diretto. La clinica, per lei, non è mai stata separata dall’impegno civile.
La lite storica con Pippo Baudo

Tra i momenti televisivi più ricordati della sua carriera c’è lo scontro in diretta con Pippo Baudo, avvenuto nel 2004 durante la trasmissione Novecento. In quell’occasione Parsi criticò duramente la scelta di portare sul palco del Festival di Sanremo una concorrente di appena 12 anni, sostenendo che il mondo dello spettacolo spesso “consuma” i bambini invece di proteggerli.
«I bambini hanno bisogno di tempo, di passaggi emotivi», disse allora la psicologa, sottolineando come l’esposizione mediatica precoce potesse risultare dannosa. La replica di Baudo fu durissima: «Se lei vuole alzarsi e andarsene non me ne frega niente, è stata maleducata nel suo intervento». A quel punto, Parsi lasciò lo studio in diretta, trasformando quel momento in una delle fratture televisive più emblematiche tra intrattenimento e tutela dei minori.
L’ultima apparizione in televisione
Fino a pochi giorni prima della morte, Maria Rita Parsi continuava a intervenire nei programmi di approfondimento. Il 31 gennaio 2026 è stata ospite di Storie al bivio, dove ha commentato il femminicidio di Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia, ribadendo ancora una volta l’urgenza di una cultura della prevenzione.


















