Ma la denuncia non si ferma qui. AVS segnala “numerosi casi” in cui, con “varie scuse pretestuose”, sarebbe stato impedito o si starebbe impedendo l’accredito dei rappresentanti ai seggi nominati da AVS o dai comitati del No. In alcuni casi i rappresentanti sarebbero stati identificati dalle forze dell’ordine e respinti all’ingresso dei plessi. Il bilancio, secondo il partito, è grave: “Un numero significativo di rappresentanti di lista non sono stati ammessi e non potranno votare, in totale e inescusabile violazione delle norme e dei principi basilari della democrazia.”
La richiesta al Viminale: intervento urgente per garantire il voto regolare
La conclusione della nota di AVS è un appello diretto al Ministero dell’Interno: “Chiediamo al Ministero dell’Interno di intervenire con estrema urgenza per ristabilire immediatamente lo svolgimento regolare delle operazioni di voto.” Una richiesta che arriva in piena giornata elettorale, quando i seggi sono ancora aperti e le irregolarità denunciate — se confermate — potrebbero avere un impatto diretto sulla correttezza della consultazione.
La denuncia di AVS si aggiunge a quella già presentata nella mattinata dalla deputata M5S Emma Pavanelli, che aveva segnalato la presenza di distintivi pro-Sì di FdI nei seggi umbri — un caso che aveva già portato alle segnalazioni alle prefetture. Il quadro che emerge dalle denunce del fronte del No è quello di una giornata segnata da tensioni operative che vanno ben oltre il normale svolgimento delle operazioni di voto. Il Ministero dell’Interno non ha ancora risposto pubblicamente alle richieste di intervento.