L’arresto di Louis Dassilva: un legame con Manuela Bianchi
Il 16 luglio 2024, un sospettato è stato arrestato per l’omicidio di Pierina Paganelli. Si tratta di Louis Dassilva, un operaio metalmeccanico di 35 anni, sposato con Valeria Bartolucci e amante di Manuela Bianchi, la nuora della vittima. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe ucciso Paganelli per evitare che la relazione extraconiugale diventasse di dominio pubblico. Dassilva, tuttavia, continua a dichiararsi innocente.
Nel corso dell’inchiesta, anche Manuela Bianchi è stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento. Durante l’interrogatorio, ha raccontato che la mattina del 4 ottobre 2023, prima di chiamare i soccorsi, incontrò Dassilva nel garage. L’uomo le avrebbe detto che “c’era una persona a terra” e le avrebbe chiesto di chiamare “il ragazzo moldavo” per evitare di rivelare la loro relazione. Dassilva ha negato ogni coinvolgimento e ha respinto le accuse mosse da Manuela Bianchi, che è sposata con Giuliano Saponi. Quest’ultimo era rimasto coinvolto in un misterioso incidente in bicicletta mesi prima, riportando gravi ferite al volto e un lungo periodo di coma. Dopo il ritorno a casa, in seguito alla morte della madre Pierina, Saponi ha dichiarato di non ricordare nulla di quanto accaduto.
Il movente: una questione familiare?
Gli investigatori hanno seguito fin dall’inizio la pista familiare, dato il livello di violenza con cui Pierina Paganelli è stata uccisa. La sera prima dell’omicidio, la donna era rientrata dopo un incontro con i Testimoni di Geova, comunità religiosa a cui apparteneva. Probabilmente si era accorta della relazione tra la nuora e Dassilva, e questo avrebbe potuto portare a tensioni all’interno della famiglia.
Un elemento chiave nelle indagini è stato il ritrovamento di un “pizzino” in cui Dassilva scriveva all’amante: “Ci spiano”. La relazione tra i due era ormai nota tra i condomini e potrebbe aver giocato un ruolo cruciale nel delitto. A rendere ancora più inquietante la vicenda è stato un altro episodio: poco dopo la scoperta del cadavere, la sorella della vittima ricevette una telefonata anonima con una minaccia esplicita: “Ora tocca a te”.
Gli inquirenti hanno preso in esame anche il ruolo di Loris, fratello di Manuela Bianchi, che si trovava a casa della sorella la sera dell’omicidio. Loris ha raccontato che, due giorni prima del delitto, Manuela gli aveva confidato di aver saputo che Pierina la considerava “una donna facile”. Secondo il suo racconto, la sorella non era arrabbiata, ma molto dispiaciuta. Tuttavia, col tempo, Manuela Bianchi è diventata la principale accusatrice di Dassilva. Durante il processo ha dichiarato: “È l’uomo che ho amato di più”. L’accusato, invece, ha minimizzato la relazione definendola “solo sesso sicuro”.
Prove e interrogativi ancora aperti
La registrazione audio rappresenta un elemento chiave dell’inchiesta. Gli esperti stanno lavorando per identificare con certezza la voce dell’uomo che si sente nella registrazione e per stabilire a chi appartenga quella femminile. Se le analisi confermassero che si tratta della voce dell’assassino, questo potrebbe costituire una prova decisiva per il caso.
In parallelo, gli investigatori continuano a ricostruire con precisione gli eventi accaduti la mattina del 4 ottobre 2023. La chiamata ai soccorsi da parte di Manuela Bianchi è avvenuta tra le 8:09 e le 8:20, ben undici minuti dopo l’incontro con Dassilva nel garage. Questo ritardo solleva ulteriori dubbi sulle sue reali intenzioni e sul suo possibile coinvolgimento nel tentativo di depistare le indagini.
Un caso complesso che divide l’opinione pubblica
L’omicidio di Pierina Paganelli ha scosso profondamente l’opinione pubblica e la comunità in cui viveva. La sua appartenenza ai Testimoni di Geova e la sua personalità riservata rendono ancora più difficile comprendere come possa essere stata coinvolta in una vicenda tanto drammatica. La pista del movente passionale sembra essere quella più accreditata, ma restano ancora molti interrogativi da chiarire.
Le indagini proseguono senza sosta e gli inquirenti sono determinati a far luce su ogni dettaglio del caso. L’obiettivo è assicurare alla giustizia il vero colpevole dell’omicidio, facendo emergere la verità dietro a una storia fatta di segreti, tradimenti e vendette personali.