domenica, Febbraio 1

Poliziotto preso a martellate a Torino, parla dall’ospedale: “Sto bene, ho fatto il mio dovere”

Le sue condizioni, pur richiedendo il ricovero, non sono considerate gravi. Dall’ospedale ha voluto ringraziare pubblicamente tutti coloro che gli hanno manifestato solidarietà nelle ore successive all’aggressione.

Le telefonate e la solidarietà istituzionale

Dopo l’aggressione, all’agente sono arrivate le telefonate del ministro dell’Interno e del capo della Polizia. In ospedale si è recato anche il ministro della Pubblica amministrazione, che ha incontrato i feriti parlando di una “lotta impari” tra chi utilizza armi improprie e chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico.

“Da una parte c’è chi può fare quello che vuole con martelli e tubi – ha dichiarato – dall’altra ci sono i poliziotti che fanno il loro lavoro”.

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Le accuse del governo

Dura anche la presa di posizione del ministro della Difesa, che ha definito quanto accaduto terrorismo. Secondo il ministro, i responsabili delle violenze “non si comportano da manifestanti, ma da nemici dello Stato”, spinti dall’odio e intenzionati a fare male.

Parole che si inseriscono in un clima politico già fortemente teso dopo una giornata segnata da incendi, lanci di oggetti, aggressioni a giornalisti e scontri prolungati con le forze dell’ordine.

Una frase che resta

Nel pieno della polemica e delle reazioni istituzionali, restano le parole semplici dell’agente ferito: “Ho fatto solo il mio dovere”. Una frase che sintetizza il clima di quelle ore e il prezzo pagato da chi, quel giorno, era in strada per garantire la sicurezza.

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