domenica, Febbraio 22

Referendum giustizia 22-23 marzo 2026, guerra dei sondaggi: affluenza decisiva tra Sì e No

Nel salotto di Porta a Porta, OnlyNumbers ha invece indicato un vantaggio per il Sì anche con affluenza al 40,3%: 47,2% contro 43,1%, con circa il 10% di indecisi. Da Piazzapulita, Renato Mannheimer ha descritto un duello quasi perfetto: 50,4% Sì e 49,6% No, con partecipazione stimata al 45%.

Strategie politiche e mobilitazione

La centralità dell’affluenza è ormai un dato politico. Il governo valuta una maggiore presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in campagna elettorale per rafforzare il fronte del Sì. Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio sarà impegnato in iniziative pubbliche sul territorio.

Dal fronte opposto, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein rivendica una crescita del consenso per il No e punta sulla mobilitazione degli elettori critici verso la riforma.

Separazione delle carriere e nodo Csm

Il referendum riguarda punti chiave della riforma: separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, sdoppiamento del Csm e istituzione di un’Alta corte disciplinare. Temi che incidono sull’assetto complessivo della magistratura e che hanno acceso un confronto politico e istituzionale serrato.

Con percentuali così ravvicinate e una quota consistente di indecisi, la consultazione di marzo si preannuncia come una sfida all’ultima scheda. Tutto resta aperto, e lo sarà probabilmente fino alla chiusura dei seggi.

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