I due consiglieri hanno poi aggiunto: “Questo voto non riguarda solo una cittadinanza onoraria, ma una prova di verità per capire se le istituzioni hanno ancora il coraggio di difendere chi si batte per i diritti umani”.
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Una frattura che pesa nel centrosinistra torinese
L’episodio ha aperto una spaccatura evidente all’interno della coalizione di centrosinistra che guida Torino, mettendo in difficoltà anche i rapporti tra Pd, M5S e la lista di Sinistra Ecologista. Questi ultimi, pur non avendo appoggiato la mozione nell’immediato, hanno giustificato la scelta con motivazioni tecniche, sottolineando che “le preferenze della maggioranza e dei 5 Stelle non bastavano per approvare il documento”.
Il caso Albanese continua a dividere l’opinione pubblica e la politica, tra chi la difende come simbolo di libertà accademica e chi la accusa di parzialità nelle sue posizioni sul conflitto israelo-palestinese. A Torino, intanto, la sinistra esce indebolita da uno scontro interno che potrebbe avere ripercussioni anche a livello nazionale.