Da domani, venerdì 13 marzo 2026, le sigarette costeranno di più. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha ufficializzato le variazioni di prezzo su diversi tabacchi lavorati, con nuovi listini che entreranno in vigore automaticamente in tutte le tabaccherie italiane. Gli aumenti non riguardano l’intero mercato in modo indiscriminato, ma coinvolgono una serie di marchi specifici e determinate fasce di prezzo — sia per le sigarette tradizionali sia per alcuni tipi di tabacco trinciato utilizzato per le sigarette fai-da-te.
Il meccanismo è collaudato: una volta aggiornati i sistemi informatici dei distributori autorizzati — tra cui Logista e gli altri operatori della filiera — i prezzi cambieranno automaticamente in tutti i punti vendita, senza necessità di intervento manuale da parte dei tabaccai. Un sistema pensato per garantire l’uniformità dei prezzi su tutto il territorio nazionale ed evitare discrepanze tra rivenditori.
Ma quali sono i marchi coinvolti? Quanto aumenta il prezzo? E perché lo Stato continua ad alzare le accise sul tabacco ogni anno?
I marchi coinvolti e i nuovi prezzi
Tra i prodotti citati nei nuovi listini figurano alcune delle sigarette più vendute in Italia. Le Lucky Strike nella versione con pacchetto morbido arrivano a 5,50 euro. Le MS classiche registrano un incremento e raggiungono il prezzo di 5,80 euro. Anche le Rothmans sono coinvolte negli adeguamenti previsti dal nuovo aggiornamento. L’intervento si concentra su segmenti ben definiti del mercato, piuttosto che su un aumento generalizzato: questo significa che alcuni prodotti resteranno invariati, mentre altri subiranno un incremento più o meno marcato a seconda del marchio e della tipologia.
Per i fumatori abituali, il consiglio è verificare direttamente in tabaccheria o sul portale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — nella sezione dedicata alle accise — l’elenco completo dei prodotti interessati e i relativi nuovi prezzi.

















