Clamorosa esclusione alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Vladyslav Heraskevych, atleta ucraino di skeleton, è stato squalificato dal Comitato Olimpico Internazionale dopo aver annunciato l’intenzione di gareggiare con un casco decorato con le immagini degli sportivi ucraini uccisi durante l’invasione russa.
Una scelta simbolica, pensata come gesto di memoria, che il Cio ha ritenuto incompatibile con le norme sulla neutralità politica previste dalla Carta Olimpica.

Il richiamo all’articolo 50 della Carta Olimpica
Alla base della decisione c’è l’articolo 50 della Carta Olimpica, che vieta qualsiasi manifestazione o messaggio politico sul campo di gara. Secondo il Cio, il casco commemorativo rappresenterebbe una forma di espressione politica, non consentita durante le competizioni ufficiali.
Heraskevych aveva lavorato per mesi al progetto: una vera e propria “Spoon River” dello sport ucraino, con i volti di atleti e allenatori morti al fronte o sotto i bombardamenti. Un modo per ricordare pubblicamente un tributo umano che, secondo i dati diffusi dalle autorità di Kiev, supererebbe le 650 vittime tra sportivi e tecnici dall’inizio del conflitto.

Le alternative proposte dal Cio
Nella seconda parte dell’articolo, vediamo quale sarebbe stata la soluzione alternativa proposta dal Cio e cos’è successo dopo.


















