venerdì, Luglio 3

Papa Leone XIV, lo stipendio del Pontefice: seguirà l’esempio di Bergoglio?

Ma quanto guadagna Papa Leone XIV? La verità su stipendi, privilegi e rinunce del pontefice

Una carica unica, senza stipendio

Papa Leone XIV, nato Robert Francis Prevost, ha assunto la guida della Chiesa cattolica e con essa uno dei ruoli più singolari al mondo: quello di capo di Stato che, tecnicamente, non percepisce uno stipendio. La figura del Papa non prevede infatti una retribuzione fissa, poiché tutti i suoi bisogni vengono integralmente coperti dalla Santa Sede.

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Sebbene in teoria il pontefice abbia diritto a un compenso simbolico (circa 2.500 euro al mese), nella pratica questa somma non viene quasi mai incassata. Il Vaticano provvede infatti a ogni necessità del Santo Padre: abitazione, sicurezza, viaggi, pasti, assistenza sanitaria e rappresentanza.

Il precedente di Papa Francesco

Dal 2013, Papa Francesco ha rinunciato a qualsiasi forma di stipendio, proseguendo uno stile di vita austero ispirato a San Francesco d’Assisi. Ha rifiutato di vivere negli appartamenti pontifici e ha scelto la Domus Sanctae Marthae. Un gesto che ha segnato un netto distacco dalla tradizione e che ora mette sotto osservazione anche le prime mosse del suo successore.

Leone XIV rinuncerà allo stipendio?

Appena eletto, Leone XIV ha automaticamente perso anche lo stipendio di circa 60.000 euro annui che percepiva come prefetto vaticano. Come vescovo di Roma, una carica che condivide con oltre 5.300 altri vescovi nel mondo, non riceverà alcuna retribuzione, in linea con una consuetudine consolidata.

Il nuovo pontefice si trova dunque davanti a una scelta: confermare la linea francescana di sobrietà oppure introdurre un cambio simbolico nel rapporto tra papato e gestione economica della Chiesa.

Quanto “vale” un Papa, tra benefit e costi

Pur senza uno stipendio, si stima che il “valore d’uso” dei beni e dei servizi messi a disposizione del pontefice possa arrivare a 14 milioni di euro. Si tratta di risorse a consumo, non personali: il Papa non possiede nulla, ma ha accesso a tutto.

Dall’alloggio in Vaticano ai voli papali, dai veicoli di rappresentanza agli staff di sicurezza e comunicazione, il costo reale della figura papale è molto elevato. Tuttavia, non esistono dati ufficiali trasparenti. Il bilancio della Santa Sede è da anni in rosso: nel 2022 si è registrato un disavanzo di 33 milioni di euro, in calo rispetto ai 42 milioni del 2021.

Una figura che genera ricavi

Paradossalmente, il Papa è anche una delle principali fonti di entrata per il Vaticano. L’immagine del pontefice è usata per francobolli, medaglie, gadget, libri e CD. Celebre il caso del Rosario registrato di Giovanni Paolo II che nel 1994, solo in Spagna, vendette 60.000 copie in due mesi.

Tuttavia, non è mai stato chiarito quanto il Vaticano incassi da queste attività. La gestione resta opaca e difficilmente quantificabile, benché siano operazioni ad alto margine, poiché quasi tutti i costi sono interni.

Cardinali e collaboratori: quanto guadagnano

Prima di diventare Papa, Robert Prevost riceveva circa 5.000 euro al mese come cardinale residente, già ridotti rispetto ai 5.500 di qualche anno fa. Nel 2021, Papa Francesco ha imposto un taglio del 10% agli stipendi più alti e, nel 2024, ulteriori riduzioni hanno colpito bonus e indennità.

I lavoratori del Vaticano non pagano tasse e godono di vitto e alloggio inclusi. Tuttavia, i tagli degli ultimi anni sono stati significativi e Leone XIV li ha subiti in pieno prima ancora di salire al soglio pontificio.

Il futuro: austerità o riforma?

Le scelte economiche di Leone XIV saranno uno dei segnali più evidenti della sua visione di pontificato. In un momento in cui le finanze vaticane vacillano, serviranno decisioni forti: non solo austerità, ma anche trasparenza, tagli mirati e forse una nuova gestione delle entrate.

Seguire le orme di Francesco significherebbe rifiutare ogni privilegio. Ma per risanare davvero la Chiesa, potrebbe non bastare: ci vorrà, come dicono in molti, più di un miracolo. Il suo pontificato sarà all’insegna della continuità o della rottura con il passato? Le prime scelte concrete ce lo diranno presto.