giovedì, Giugno 25

Terremoto ai Campi Flegrei, scossa di magnitudo 3.0 nella notte

Nuova notte di apprensione nell’area dei Campi Flegrei, dove un terremoto di magnitudo 3.0 è stato registrato nelle prime ore del mattino, riaccendendo le preoccupazioni dei residenti di una delle zone vulcaniche più monitorate d’Europa.

La scossa principale è stata rilevata alle ore 3.02 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che ha localizzato l’epicentro all’interno della caldera flegrea, a una profondità di circa tre chilometri.

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L’evento sismico si inserisce all’interno di un nuovo sciame sismico che sta interessando il territorio tra Pozzuoli, Agnano e l’area della Solfatara, già protagonista negli ultimi anni di numerosi episodi legati al fenomeno del bradisismo.

La scossa principale avvertita dalla popolazione

Secondo i dati diffusi dall’Ingv, il terremoto più forte della notte ha raggiunto una magnitudo di 3.0. Sebbene non si tratti di un evento particolarmente elevato dal punto di vista energetico, la limitata profondità dell’epicentro ha favorito la percezione della scossa da parte della popolazione residente.

Molti cittadini hanno riferito di aver avvertito distintamente il movimento tellurico, soprattutto nelle aree più vicine all’epicentro. Al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o edifici.

Dopo il primo evento, la rete di monitoraggio ha registrato ulteriori movimenti sismici, tra cui una seconda scossa di magnitudo 2.1 e altri eventi di minore intensità.

Sciame sismico in corso

Gli esperti parlano di uno sciame sismico, fenomeno che consiste nella successione ravvicinata di numerosi terremoti concentrati in una stessa area geografica e in un intervallo di tempo relativamente breve.

Nei Campi Flegrei questi episodi sono spesso collegati alle variazioni di pressione all’interno del sistema vulcanico e al fenomeno del bradisismo, che provoca il lento sollevamento o abbassamento del suolo.

Proprio per la particolare natura geologica dell’area, ogni sequenza sismica viene attentamente monitorata dagli specialisti dell’Osservatorio Vesuviano e dell’Ingv.

La nota dell’Osservatorio Vesuviano

Dopo l’avvio dello sciame sismico, l’Osservatorio Vesuviano, sede napoletana dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha diffuso un aggiornamento ufficiale per informare la popolazione sull’evoluzione del fenomeno.

Nel comunicato viene spiegato che il monitoraggio è costante e che le autorità stanno seguendo con attenzione l’andamento delle scosse in collaborazione con la Protezione Civile e con il Comune di Pozzuoli.

Gli esperti hanno inoltre annunciato la pubblicazione di ulteriori aggiornamenti nel giro di alcune ore, in base all’evoluzione dello sciame sismico e ai dati raccolti dalla rete di monitoraggio.

Cos’è il bradisismo e perché preoccupa

Quando si parla dei Campi Flegrei, il termine che ricorre più spesso è quello di bradisismo. Si tratta di un fenomeno geologico che provoca movimenti verticali del terreno dovuti alle dinamiche del sottosuolo vulcanico.

Negli ultimi anni l’area ha registrato un progressivo sollevamento del suolo accompagnato da un aumento dell’attività sismica. Questa situazione ha portato a un rafforzamento delle attività di controllo da parte degli enti scientifici e delle autorità di protezione civile.

Gli specialisti ribadiscono però che gli sciami sismici rappresentano una delle manifestazioni tipiche dell’attuale fase di attività dei Campi Flegrei e che ogni evento viene valutato attraverso un sistema di monitoraggio tra i più avanzati al mondo.

Attesa per i prossimi aggiornamenti

Nelle prossime ore sarà possibile comprendere meglio l’evoluzione dello sciame sismico e verificare se la sequenza di terremoti tenderà ad attenuarsi oppure proseguirà con nuovi eventi.

Le autorità invitano la popolazione a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali diffuse dagli enti competenti e a evitare la diffusione di informazioni non verificate sui social network.

Intanto l’attenzione resta alta in tutta l’area flegrea, dove migliaia di residenti continuano a convivere con un fenomeno naturale che da mesi viene seguito con particolare attenzione dalla comunità scientifica.

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