Trump e Putin al telefono: il piano per un cessate il fuoco in Ucraina
Dalle 16:00 ora italiana si è svolta una telefonata di altissimo profilo tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin. Il colloquio, atteso da giorni e seguito con apprensione dalle principali capitali europee, è stato organizzato con un obiettivo chiaro: favorire un cessate il fuoco immediato in Ucraina e rilanciare i negoziati per la pace.
Trump propone una tregua di 30 giorni
L’ex presidente americano ha proposto una tregua di 30 giorni senza condizioni, come primo passo per aprire un canale negoziale più stabile tra Kiev e Mosca. Prima di parlare con Putin, Trump aveva avuto un colloquio diretto con Volodymyr Zelensky, assicurandosi il coinvolgimento dell’Ucraina nelle trattative e ricevendo un documento con proposte di cooperazione economica.
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Il piano ha ricevuto il sostegno dei principali leader europei. Nella serata di ieri, Trump ha tenuto una conference call con Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz. Secondo quanto trapelato da fonti diplomatiche, Macron avrebbe sollecitato Putin ad accettare la proposta, chiedendo “un segnale concreto di volontà di pace”.
La posizione di Mosca e gli scenari futuri
Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha confermato l’apertura russa a soluzioni diplomatiche, pur ribadendo che gli obiettivi militari in Ucraina restano invariati. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, Putin punta a ottenere il controllo totale di Lugansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson entro la fine del 2025, rendendo molto difficile trovare un terreno comune per un’intesa duratura.
Zelensky punta sulla diplomazia e coinvolge il Vaticano
Parallelamente, sul fronte diplomatico, il presidente ucraino Zelensky ha inviato a Trump una lettera contenente proposte di cooperazione economica e industriale. Tra i punti discussi emergono ipotesi di sospensione del processo di adesione alla NATO, nuovi investimenti internazionali in Russia e una presenza militare europea in Ucraina a garanzia degli accordi di sicurezza.
Proprio su questi temi si è concentrato anche l’incontro tra il vicepresidente americano JD Vance e Papa Leone XIV in Vaticano, dove si è parlato di diritto umanitario e di soluzioni negoziali che mettano al centro la protezione dei civili.
Verso una tregua o verso nuovi scontri?
La telefonata Trump-Putin potrebbe segnare l’inizio di un nuovo capitolo nei tentativi di risolvere la guerra in Ucraina. Ma i margini restano estremamente ridotti: da un lato Mosca non rinuncia ai suoi piani territoriali, dall’altro Kiev e gli alleati occidentali chiedono garanzie concrete prima di ogni concessione. Il prossimo mese sarà decisivo per capire se la tregua di 30 giorni proposta da Trump potrà davvero trasformarsi in qualcosa di più.

