Secondo funzionari statunitensi, tra le condizioni poste dagli Stati Uniti vi sarebbe l’espulsione di agenti e personale legato a Cina, Russia, Iran e Cuba, oltre alla riorganizzazione del settore petrolifero sotto supervisione americana.
Tensione a Caracas e incertezza politica
Nella capitale venezuelana il clima resta teso. Spari nella notte, evacuazioni di edifici governativi e la proclamazione di sette giorni di lutto nazionale testimoniano una situazione ancora instabile. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza, parlando di aggressione esterna e promettendo la difesa della sovranità nazionale.
Intanto, l’opposizione venezuelana e diversi governi occidentali vedono nella caduta di Maduro un’opportunità per una transizione democratica, mentre Russia, Cina e Iran denunciano apertamente l’operazione americana come un atto di forza illegittimo.
Il Venezuela al centro del nuovo equilibrio globale
Con le maggiori riserve di petrolio al mondo e una posizione strategica cruciale, il Venezuela si conferma uno dei principali teatri del confronto tra le grandi potenze. L’evoluzione della crisi non avrà conseguenze solo regionali, ma potrebbe ridisegnare gli equilibri energetici e geopolitici globali nei prossimi mesi.
Mentre Maduro affronta il processo negli Stati Uniti e il Paese resta sospeso tra incertezza e transizione, lo scontro tra Washington e Pechino sul futuro del Venezuela segna un nuovo capitolo della competizione internazionale per risorse, influenza e potere.

















