In altre parole, la notorietà non si traduce automaticamente in credibilità. Il leader di Futuro Nazionale appare come una figura fortemente polarizzante, capace di attirare attenzione ma con difficoltà nel consolidare consenso stabile.
Le stime elettorali di Futuro Nazionale
Secondo la rilevazione Lab21, Futuro Nazionale sarebbe stimato all’1,7%. Un dato in linea con altre rilevazioni recenti che collocano la formazione tra l’1,5% e il 2%.
Le prime proiezioni, che parlavano di un potenziale tra il 2% e il 4%, non trovano conferma in questa fotografia. L’effetto Vannacci, almeno per ora, resta più mediatico che elettorale.
Il quadro delle coalizioni
Nel complesso, il centrodestra viene stimato al 49,0%. Nel dettaglio:
- Fratelli d’Italia: 29,6%
- Lega: 8,5%
- Forza Italia: 8,2%
- Noi Moderati: 1,0%
Il centrosinistra si attesterebbe invece al 39,3% complessivo:
- Partito Democratico: 20,0%
- Movimento 5 Stelle: 13,6%
- AVS: 5,7%
Altri sondaggi confermano una tendenza simile: Fratelli d’Italia primo partito con percentuali superiori al 30%, Pd sopra il 20%, mentre le forze minori restano stabilmente sotto la doppia cifra.
L’effetto Vannacci tra suggestione e realtà
Il punto politico è evidente: l’“effetto Vannacci” esiste sul piano della visibilità e del dibattito, ma al momento non altera in modo significativo gli equilibri elettorali.
Le coalizioni restano consolidate e il peso di Futuro Nazionale appare ancora marginale. L’idea che possa diventare una variabile decisiva capace di spostare gli equilibri tra centrodestra e centrosinistra, per ora, rimane più una suggestione che un dato numerico.
La vera incognita riguarda il medio periodo: la visibilità accumulata potrà trasformarsi in consenso strutturale oppure resterà confinata nella dimensione mediatica? Al momento, i numeri indicano prudenza.


















