È durata circa quattro ore l’audizione dell’avvocato Massimo Lovati davanti alla pm Claudia Moregola di Brescia, nell’ambito del fascicolo d’indagine sulla presunta corruzione legata al caso Garlasco. Lovati, già legale di Andrea Sempio, è stato ascoltato come “persona interessata” e ha ribadito quanto dichiarato più volte: di aver ricevuto una somma di circa 15mila euro in nero dalla famiglia Sempio per l’incarico professionale svolto nel 2017.
Il legale ha ricordato che si trattò di un lavoro collegiale, realizzato insieme agli avvocati Simone Grassi e Federico Soldani, i quali erano stati sentiti il giorno precedente, sempre come testimoni. Quel lavoro portò all’archiviazione di Sempio, oggi di nuovo indagato per l’omicidio in concorso di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco l’11 agosto 2007.
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“Gli altri avvocati hanno confermato la mia versione”
Al termine dell’audizione, Lovati – atteso fuori dal Palazzo di Giustizia di Brescia dal suo difensore, l’avvocato Fabrizio Gallo – ha dichiarato di aver compreso che anche gli altri due ex legali di Sempio avrebbero confermato la sua versione dei fatti.

L’avvocato ha inoltre chiarito un punto delicato dell’inchiesta, ossia la disponibilità di alcune consulenze difensive di Alberto Stasi nel dicembre 2016, spiegando che tali documenti “erano già pubblici e accessibili a più persone”, essendo stati riportati ampiamente dalla stampa in quel periodo.