Il caso Garlasco è entrato in una fase che potrebbe riscrivere quasi vent’anni di ricostruzioni. La nuova perizia sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, firmata dalla genetista Denise Albani, rappresenta una delle prove più discusse degli ultimi mesi: la traccia genetica, secondo le conclusioni dell’esperta, sarebbe compatibile con la linea paterna della famiglia Sempio, puntando dunque verso l’indagato Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.
Si tratta di un elemento che arriva in uno dei momenti più delicati dell’inchiesta, riaperta dalla Procura di Pavia dopo anni di polemiche, dubbi e contrasti. L’unico condannato resta Alberto Stasi, ma il quadro investigativo si sta ridefinendo attorno a indizi mai chiariti e nuove valutazioni scientifiche.
La perizia Albani: cosa ha stabilito
La relazione definitiva sarà consegnata al gip Daniela Garlaschelli entro il 5 dicembre e potrebbe rappresentare il fulcro di una possibile nuova prova. La genetista sostiene che la traccia trovata su due unghie di Chiara appartiene con alta probabilità alla linea genetica maschile della famiglia Sempio.
Un punto che apre scenari inediti: mentre i legali della famiglia Poggi definiscono la perizia «nulla» e contestano l’uso dei modelli biostatistici, la difesa di Sempio non ne contesta i risultati. Al contrario, intende dimostrare che la presenza del Dna del loro assistito sarebbe dovuta a contatto indiretto con oggetti presenti nella casa di via Pascoli.
Il 18 dicembre la data cruciale
L’udienza finale dell’incidente probatorio si terrà il 18 dicembre. È il giorno attorno al quale ruota l’intera inchiesta: dopo quella data, spiegano fonti vicine al dossier, si entrerà in “mare aperto”. Tradotto: potrebbero aprirsi nuovi sviluppi, scenari e conclusioni investigative.















