Il Ministero dell’Interno ha deciso di intervenire con misure drastiche dopo il grave episodio avvenuto durante la partita di campionato tra Cremonese e Inter. Il lancio di un petardo in campo, che ha coinvolto il portiere grigiorosso Emil Audero, ha spinto il Viminale a varare una sanzione considerata esemplare per tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza negli stadi.
Il provvedimento, firmato dal ministro dell’Interno, rappresenta una presa di posizione netta contro ogni forma di violenza e comportamento pericoloso all’interno degli impianti sportivi.
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Trasferte vietate fino al 23 marzo

La decisione prevede il divieto totale di trasferta per i tifosi dell’Inter fino al 23 marzo 2026. Oltre allo stop agli spostamenti organizzati, è stato disposto anche il divieto di vendita dei biglietti per le partite fuori casa a tutti i residenti in Lombardia.
Una misura ampia, studiata per evitare aggiramenti del provvedimento attraverso canali alternativi e per ridurre al minimo il rischio di nuovi episodi di tensione in altri stadi.
La posizione del Viminale
Nella nota ufficiale diffusa dal Ministero si sottolinea come il lancio di materiale pirotecnico non possa più essere considerato una semplice bravata, ma un atto potenzialmente criminale, capace di mettere in pericolo atleti, arbitri e addetti ai lavori.
L’obiettivo dichiarato è garantire il regolare svolgimento delle competizioni sportive e preservare il percorso di riduzione della violenza negli stadi, che negli ultimi mesi aveva mostrato segnali incoraggianti.
Derby escluso dal provvedimento
È prevista un’unica eccezione: il derby di Milano, in programma l’8 marzo, non sarà soggetto alle restrizioni. La scelta è legata al fatto che la gara si svolge nello stesso impianto cittadino, senza spostamenti di tifoserie tra diverse città.
Per l’occasione, tuttavia, saranno predisposti servizi di sicurezza rafforzati per prevenire qualsiasi forma di disordine.
Le conseguenze per club e tifosi
L’assenza del pubblico in trasferta rappresenta un danno sportivo e d’immagine per l’Inter, che dovrà affrontare una fase delicata della stagione senza il sostegno dei propri tifosi lontano da casa.
Resta inoltre l’amarezza per una sanzione collettiva che colpisce migliaia di sostenitori corretti, costretti a pagare per il gesto irresponsabile di pochi. Un episodio che riapre il dibattito sull’efficacia delle punizioni di massa e sulla necessità di strumenti sempre più precisi per individuare i singoli responsabili.