lunedì, Aprile 27

Morto “U Mastru”, il boss della ‘ndrangheta Giuseppe Commisso

Si chiude la parabola di uno dei nomi più rilevanti nella storia recente della ‘ndrangheta calabrese. Giuseppe Commisso, detto “U Mastru”, 79 anni, reggente del locale di Siderno e figura di primo piano del mandamento jonico della ‘ndrangheta, è morto mentre si trovava detenuto al regime del 41-bis in un carcere del Nord Italia. Le circostanze esatte del decesso non sono ancora del tutto chiarite, e la famiglia ha già presentato un’istanza alla Procura di Milano chiedendo di fare piena luce su quanto accaduto.

Il mistero sulle ultime ore: ospedale o carcere?

Secondo le prime informazioni, le condizioni di salute di Commisso si sarebbero aggravate negli ultimi giorni. La morte sarebbe avvenuta dopo un trasferimento in ospedale, ma su questo punto emergono versioni contrastanti: alcune fonti collocano il decesso direttamente all’interno dell’istituto penitenziario. La salma non è stata ancora trasferita a Siderno, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Non si esclude che possano essere disposti accertamenti ulteriori, inclusa l’autopsia, per chiarire le cause esatte della morte. Anche le modalità delle esequie restano sospese: si va verso funerali in forma riservata, con possibili limitazioni stabilite dalla Questura di Reggio Calabria.

Chi era “U Mastru”: dalla lavanderia di Siderno al vertice della ‘ndrangheta

Giuseppe Commisso era conosciuto dagli investigatori da decenni. Arrestato nel 2010 nell’ambito della grande operazione Crimine — che aveva smontato gli equilibri interni della ‘ndrangheta reggina — era indicato come uno dei vertici della cosiddetta “provincia”, il direttorio che governa l’organizzazione. Era considerato il reggente del locale di Siderno e un nodo strategico nei rapporti tra la ‘ndrangheta calabrese e le sue ramificazioni estere.

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