Elemento chiave di quelle indagini furono alcune intercettazioni ambientali effettuate nella sua lavanderia di Siderno, l'”Ape Green”, ritenuta dagli investigatori una vera e propria base operativa della cosca e centro di relazioni con le altre figure apicali dell’organizzazione. Un’attività commerciale di copertura che nascondeva — secondo i magistrati — una rete di relazioni e affari su scala internazionale.
Condanne pesanti: 14 anni per Crimine, 20 anni per gli appalti
Il percorso giudiziario di Commisso è stato lungo e pesante. Nel 2012 era stato condannato con rito abbreviato a 14 anni e 8 mesi nell’ambito del processo Crimine. Nel 2015 era arrivata un’ulteriore condanna a 20 anni per infiltrazioni negli appalti pubblici, in un’inchiesta condotta dalla Polizia di Stato che aveva rivelato come i tentacoli della cosca si estendessero ben oltre il narcotraffico.
Il “Siderno Group” in Canada e le rotte del narcotraffico
Le indagini su Commisso avevano ricostruito un sistema criminale con una dimensione davvero globale. La famiglia Commisso è storicamente egemone all’interno del famigerato “Siderno Group” in Canada, una delle ramificazioni più radicate e potenti della ‘ndrangheta nel Nord America. Le connessioni si estendevano anche all’Australia. Sul fronte del narcotraffico, gli investigatori avevano individuato rotte con approdi strategici attraverso il porto di Gioia Tauro, uno degli snodi più importanti del Mediterraneo per il transito della cocaina verso l’Europa.
Funerali in forma riservata, possibile autopsia
Con la morte di “U Mastru” scompare una figura che ha attraversato decenni di processi, inchieste e condanne, contribuendo a delineare l’evoluzione della ‘ndrangheta nella Locride e i suoi legami con il crimine organizzato internazionale. Resta da chiarire ogni aspetto legato alle circostanze del decesso — e l’istanza presentata dalla famiglia alla Procura di Milano indica che quella chiarezza non è ancora arrivata.