giovedì, Agosto 13

Il piano di Meloni: tra fondi UE e pressing su Bruxelles

Il piano di Meloni: 25 miliardi per le imprese, tra fondi europei e pressing sull’UE

In un momento di profonda incertezza economica, segnato dalla tensione commerciale tra Stati Uniti ed Europa, il governo italiano si prepara a varare un piano straordinario da 25 miliardi di euro per sostenere il sistema produttivo nazionale. L’obiettivo dichiarato è fronteggiare l’impatto dei nuovi dazi imposti dall’amministrazione Trump e proteggere settori chiave del Made in Italy da un possibile effetto domino sull’economia.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha illustrato le linee guida del piano durante una serie di incontri a Palazzo Chigi con le principali organizzazioni datoriali e sindacali. «Serve un patto economico nazionale per rafforzare la nostra economia e tutelare imprese e lavoratori», ha dichiarato Meloni, sottolineando la necessità di agire in fretta e con decisione.

Fondi dal PNRR e dalla Coesione: da dove arrivano i 25 miliardi

Il piano del governo prevede il recupero di risorse europee già stanziate ma non ancora impegnate. Secondo quanto riferito, circa 14 miliardi potranno essere rimodulati all’interno del PNRR per rafforzare l’occupazione, migliorare la produttività e favorire la modernizzazione delle imprese.

Ulteriori 11 miliardi saranno reperiti tramite una revisione dei fondi di coesione e del Piano Nazionale Energia e Clima. Queste risorse, spiegano fonti di governo, non incideranno sul bilancio pubblico e potranno essere destinate in modo mirato ai comparti più esposti ai contraccolpi della crisi daziaria.

Un negoziato complesso con Bruxelles

Per sbloccare i fondi e ottenere maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato, il governo italiano dovrà negoziare con la Commissione europea. Meloni ha già anticipato l’intenzione di chiedere un regime transitorio per aggirare le rigidità del Patto di Stabilità, che rischia di ostacolare la risposta economica.

Bruxelles, però, frena. Un alto funzionario UE ha dichiarato che «è prematuro parlare della sospensione della clausola di salvaguardia generale». La Commissione sottolinea che la clausola consente una certa flessibilità, ma non genera margini fiscali inesistenti.

Nel frattempo, l’Unione ha già rafforzato i dazi sull’acciaio e si prepara a nuove misure sull’alluminio, mentre la presidente Ursula von der Leyen ha rilanciato la proposta di un accordo commerciale “zero-per-zero” per i beni industriali. L’Europa resta aperta al dialogo, ma chiede reciprocità da parte americana.

Allarme imprese: rischio “pandemia economica”

Durante gli incontri a Palazzo Chigi, le associazioni imprenditoriali hanno espresso forte preoccupazione per l’impatto dei dazi americani sull’export italiano. Confartigianato ha parlato di «rischio pandemia economica», mentre Confesercenti stima una perdita di crescita pari a 11,9 miliardi di euro in due anni.

Le richieste delle imprese sono chiare: proroga delle scadenze del PNRR, semplificazione degli incentivi, maggiore accesso al credito, abbattimento del costo dell’energia, e una radicale revisione del piano Transizione 5.0, giudicato inefficace e troppo complesso da utilizzare.

Confcooperative ha parlato apertamente di “misure di crisi” e ha chiesto al governo interventi straordinari. Confcommercio, Confagricoltura, Coldiretti e CIA hanno chiesto di «negoziare con una sola voce in Europa» per evitare una guerra commerciale che colpirebbe soprattutto l’agroalimentare e le PMI.

Un’occasione per cambiare rotta

Secondo Meloni, la crisi può trasformarsi in un’opportunità. «Possiamo uscire più forti da questa fase se saremo in grado di modernizzare il nostro sistema produttivo e migliorare la competitività delle nostre imprese», ha dichiarato. Il piano da 25 miliardi è dunque solo l’inizio di una strategia più ampia per rimettere al centro l’economia reale e proteggere il lavoro.

Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori tavoli tecnici tra governo e categorie per dettagliare le misure settoriali. Il 17 aprile, Meloni volerà a Washington per incontrare Donald Trump. L’obiettivo è ambizioso: «Azzerare i dazi e ricostruire un dialogo strategico tra UE e USA». Ma servirà una linea comune europea, e molta diplomazia, per evitare nuove frizioni internazionali.