Il giudizio sulla gestione della vicenda è severo: “Questa vicenda ha prodotto un danno grave all’immagine della Fenice e alla serenità di chi ci lavora”. E la Cgil non esclude conseguenze anche per il sovrintendente: “Se Colabianchi intende davvero segnare una discontinuità, lo faccia fino in fondo. Altrimenti, viste le gravi responsabilità politiche e gestionali maturate in questa vicenda, farebbe bene lui stesso a trarne le conseguenze”.
Una vicenda che racconta qualcosa di più grande
La storia di Beatrice Venezi alla Fenice è diventata rapidamente il simbolo di uno scontro più ampio tra una certa visione della cultura — nominata dall’alto, con criteri politici — e chi quella cultura la produce ogni giorno sul palco e in buca d’orchestra. La fine con un’ovazione in sala, orchestrali che battono le mani insieme al pubblico, è un’immagine potente. E scomoda, per chi aveva sostenuto quella nomina.