Ha poi puntato il dito contro un altro episodio: “Qualcuno ha voltato il corpo di Chiara dopo le foto iniziali dei Carabinieri, immergendolo in una pozza di sangue, compromettendo irrimediabilmente le prove”.
“Non ho mai sentito nessuno chiedere scusa per quegli errori”
Con tono fermo, l’avvocato ha aggiunto: “Chi ha commesso questi errori dovrebbe avere il coraggio di andare davanti a una telecamera e ammetterlo. Il minimo sarebbe tacere”.
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Il caso dei capelli nel lavandino e il ruolo della tv
De Rensis ha criticato anche le rappresentazioni mediatiche del caso: “I cittadini si sono fatti un’idea guardando ricostruzioni con attori amatoriali, video dove Alberto veniva mostrato mentre si lavava le ascelle nel lavandino. Peccato che in quel lavandino ci fossero quattro capelli lunghi e neri mai repertati. Nessuno li ha analizzati”.
Sulla possibile semilibertà di Stasi: “Chi rispetta la magistratura, tace”
Infine, De Rensis ha commentato con rispetto la decisione in arrivo sulla semilibertà per Stasi: “Non dirò nulla. Chi rispetta i giudici, tace. Ma continuo a credere che Alberto sia stato descritto come una persona che non è”.
Ha concluso così: “Questa non è una battaglia contro qualcuno, ma a favore della verità. Chiara era una ragazza meravigliosa, meritava la sua vita. Alberto anche. E le indagini di oggi, a distanza di 18 anni, potrebbero finalmente aiutarci a capire cosa è accaduto davvero quella mattina in via Pascoli”.
