Secondo alcuni esperti di diritto penale, la modalità con cui vengono condotte le audizioni potrebbe rivelarsi problematica. Il rischio, viene sottolineato, è che gli interrogatori effettuati senza il coinvolgimento delle parti civili possano dover essere ripetuti, con un conseguente rallentamento dell’intera inchiesta.
Il video del 2020 e i rischi già noti
Ad aggravare ulteriormente il quadro è la comparsa di un video risalente al Capodanno 2020. Le immagini, tornate alla luce nei giorni successivi alla tragedia, mostrerebbero come all’interno del locale fossero già noti i rischi legati all’uso di materiali fonoassorbenti altamente infiammabili presenti sul soffitto del Constellation, soprattutto in combinazione con candele e fontane pirotecniche.
Secondo alcuni legali, quel video dimostrerebbe che il pericolo di incendio non solo era prevedibile, ma conosciuto da tempo da chi gestiva il locale. Un elemento che potrebbe cambiare radicalmente la qualificazione giuridica dei fatti.
L’ipotesi di omicidio con dolo eventuale
Alla luce delle nuove evidenze, alcuni giuristi parlano apertamente di un possibile salto di qualità nell’impianto accusatorio. Se venisse dimostrato che i gestori erano consapevoli dei rischi e hanno comunque permesso l’utilizzo di dispositivi pericolosi in un ambiente affollato, l’ipotesi non sarebbe più quella di una semplice negligenza.
Si aprirebbe, invece, lo scenario dell’omicidio con dolo eventuale, una fattispecie che presuppone l’accettazione del rischio che un determinato comportamento possa causare la morte di altre persone. In parallelo, si parlerebbe anche di lesioni personali gravi commesse con la stessa forma di dolo.
Una ferita ancora aperta
Mentre a Crans-Montana si susseguono i funerali e le commemorazioni delle giovani vittime, il fronte giudiziario resta incandescente. Le famiglie chiedono risposte, certezze e responsabilità, convinte che solo un processo pieno e trasparente possa dare un senso, almeno sul piano della giustizia, a una tragedia che ha segnato per sempre le loro vite.
La sensazione diffusa è che l’inchiesta sia solo all’inizio e che il confronto tra Procura e parti civili sia destinato a farsi sempre più duro, soprattutto se emergeranno nuove prove capaci di dimostrare che quel disastro non è stato solo una fatalità, ma il risultato di scelte consapevoli e ripetute nel tempo.



















