Per chi aderirà alla rottamazione sarà inoltre previsto un margine di tolleranza di cinque giorni sui pagamenti delle rate.
Le novità per imprese ed e-commerce
Il decreto introduce cambiamenti anche per il mondo delle imprese.
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Viene eliminato il vincolo del “Made in UE” per accedere all’iperammortamento. In pratica, le aziende potranno ottenere benefici fiscali per l’acquisto di macchinari tecnologici indipendentemente dal Paese di provenienza. La validità della misura viene estesa fino a settembre 2028.
Novità anche sul fronte e-commerce: slitta infatti al 30 giugno la tassa da due euro sui piccoli pacchi di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra UE.
Secondo il governo, il rinvio sarebbe legato a motivi tecnici e alla necessità di aggiornare i sistemi informatici delle Dogane.
Telemarketing aggressivo, la stretta sparisce dal testo
Uno dei punti che ha fatto maggiormente discutere riguarda il telemarketing aggressivo. Nel testo definitivo del decreto non compare infatti la stretta contro le chiamate invasive nel settore delle telecomunicazioni.
La misura è stata eliminata durante l’iter parlamentare per motivi di “omogeneità” del provvedimento ed è rimasta soltanto sotto forma di ordine del giorno. Una scelta che ha provocato critiche da parte di diverse forze politiche e delle associazioni dei consumatori.
Le opposizioni attaccano il governo
L’approvazione del Decreto Fiscale ha acceso immediatamente il confronto politico. Le opposizioni accusano il governo di aver costruito un provvedimento frammentario e privo di una strategia economica strutturale.
Dal Partito Democratico sono arrivate critiche sulla gestione della pressione fiscale e sull’utilizzo di sanatorie considerate penalizzanti per i contribuenti più regolari. Anche Azione ha contestato il metodo utilizzato, definendo il decreto un testo “omnibus” che affronta temi troppo diversi tra loro senza una visione complessiva.
Critiche anche da Alleanza Verdi e Sinistra, che ha accusato l’esecutivo di non aver fornito risposte concrete su temi come energia e Mezzogiorno.
Il governo difende il decreto
La maggioranza, invece, rivendica il provvedimento sostenendo che le nuove norme serviranno a semplificare il rapporto tra cittadini, imprese e Fisco. Secondo il governo, le modifiche approvate puntano a rendere più sostenibile il sistema fiscale per autonomi e aziende, oltre a favorire la regolarizzazione dei debiti accumulati negli ultimi anni.
Il Decreto Fiscale 2026 entra ora ufficialmente in vigore, ma il dibattito politico sulle sue conseguenze sembra destinato a proseguire ancora a lungo.