Molti dei presenti sarebbero rimasti intrappolati proprio in quell’area, resa incandescente in pochi minuti dalla propagazione del fuoco e dei materiali altamente infiammabili presenti nel locale.
Il profilo dei Moretti e gli affari a Crans-Montana
Jacques e Jessica Moretti sono conosciuti nella zona come “i corsi”, per le loro origini legate all’isola francese. Arrivati a Crans-Montana nel 2011, in pochi anni hanno costruito un vero impero della ristorazione e dell’intrattenimento, acquisendo ristoranti, chalet e discobar nel cuore del comprensorio sciistico.
Secondo quanto emerso, gli investimenti complessivi supererebbero i 20 milioni di franchi svizzeri. Una crescita rapida, sostenuta da finanziamenti bancari e da una strategia basata su locali di tendenza rivolti a un turismo alto spendente.
I lavori e i risparmi sulla sicurezza
Le Constellation era stato oggetto di ristrutturazioni mirate ad aumentare la capienza e la redditività: scala ridotta, veranda ampliata, più tavoli e più clienti. Interventi che, secondo gli inquirenti, avrebbero però inciso negativamente sugli standard di sicurezza.
Per far fronte a un affitto mensile di circa 40mila franchi e a un acquisto avvenuto a cifre considerate fuori mercato, i risparmi sarebbero stati fatti proprio su controlli, certificazioni e dispositivi antincendio.
Un dettaglio che può cambiare l’inchiesta
La presunta fuga con la cassa in mano rappresenta ora uno degli elementi più delicati dell’indagine. Gli investigatori stanno incrociando le immagini con le testimonianze e con le tempistiche dell’incendio per stabilire se ci siano state omissioni gravi e consapevoli.
In un’inchiesta già segnata da accuse pesanti sulla gestione del locale e sulla mancata prevenzione dei rischi, questo dettaglio potrebbe segnare una svolta decisiva, rafforzando l’ipotesi che la strage di Crans-Montana non sia stata solo una tragica fatalità, ma il risultato di scelte precise e comportamenti discutibili.

















