venerdì, Aprile 4

“È lui il killer”: Pierina Paganelli, il nuovo audio lo incastra

Uno degli elementi più discussi riguarda la voce maschile che, poco prima dell’aggressione mortale, avrebbe pronunciato la parola “calma”. Secondo gli esperti, questa voce sarebbe compatibile con quella di Louis Dassilva, il 35enne senegalese attualmente in carcere con l’accusa di omicidio.

Allo stesso tempo, l’audio catturato da una telecamera di sicurezza collocata in via del Ciclamino mostra una sequenza temporale inquietante:

  • Alle 22:12:11 si sente un uomo pronunciare “calma”.
  • Alle 22:13:33 si avverte il primo urlo della vittima, accompagnato dal rumore della rottura di un barattolo di vetro.
  • Dieci secondi dopo, alle 22:13:41, una voce femminile dice “buona”, mentre alle 22:13:43 una voce maschile pronuncia “ragazza”.

Secondo l’analisi forense condotta dal perito Marco Perino, specialista in perizie foniche forensi, la voce maschile sarebbe riconducibile a Dassilva. La voce femminile, che sembra quasi sovrapposta alle urla disperate della vittima, sarebbe invece compatibile con quella di Manuela Bianchi.

Le nuove prove emerse dall’analisi forense

Le indagini hanno portato alla luce elementi fondamentali, tra cui l’analisi del telefono cellulare di Dassilva. I dati rivelano che alle 22:16, pochi minuti dopo l’omicidio, l’uomo stava navigando su Facebook. Questo dettaglio, secondo la difesa, potrebbe rappresentare un alibi, mentre per l’accusa non escluderebbe comunque la sua partecipazione attiva al crimine.

La perizia sugli audio si aggiunge a una serie di altre prove raccolte dagli inquirenti per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti. L’elemento sonoro è stato ritenuto di cruciale importanza, in quanto potrebbe fornire una prova diretta del coinvolgimento di Dassilva e Bianchi nell’azione criminosa.

Intercettazioni e presunti riti voodoo

Un altro aspetto che ha attirato l’attenzione degli investigatori riguarda alcune intercettazioni telefoniche e messaggi inviati da Dassilva in Senegal. Dalle conversazioni emerge che l’uomo avrebbe chiesto l’intercessione di un “papa” per praticare il “marabutage”, una sorta di rituale voodoo volto a influenzare poliziotti e magistrati, in particolare Daniele Paci, il pm responsabile dell’indagine. Questo dettaglio aggiunge un’ulteriore dimensione al caso, facendo emergere possibili tentativi di interferenza con il corso della giustizia attraverso pratiche occulte.

La difesa di Dassilva e le contromosse legali

La difesa di Louis Dassilva, rappresentata dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, ha depositato tre consulenze tecniche e diversi documenti, tra cui file fotografici, per contrastare le accuse. Gli avvocati puntano a dimostrare che le prove raccolte finora non siano sufficienti per incastrare il loro assistito e stanno cercando di smontare le perizie foniche che lo identificherebbero come la voce presente sulla scena del crimine.

Dall’altra parte, l’accusa continua a raccogliere prove. Le perizie foniche e le intercettazioni fanno parte di un pacchetto di 24 documenti messi a disposizione delle parti coinvolte nel processo. Questi atti, insieme alle dichiarazioni dei testimoni e all’analisi delle telecamere di sorveglianza, serviranno a ricostruire con maggiore precisione cosa sia successo la sera del 3 ottobre.

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