Uno dei punti centrali del provvedimento del Tribunale riguardava le condizioni igieniche della precedente abitazione. In particolare, era stato ritenuto inadeguato il bagno esterno a secco, non collegato ad alcun sistema fognario.

Nella nuova casa la situazione è radicalmente diversa: il bagno è interno, moderno e completo, una condizione ritenuta fondamentale dagli assistenti sociali per stabilire un percorso di rientro dei bambini in famiglia.
“Una casa semplice, come quella in cui sono cresciuto”
Carusi ha sottolineato di non aver fatto nulla di straordinario: “Ho vissuto come loro quando ero piccolo, senza riscaldamento e con il bagno a secco. Per questo ho pensato che potesse essere la soluzione giusta. La casa è stata ristrutturata di recente e oggi è confortevole, pur restando immersa nella natura”.
Il casolare dispone di:
- cucina e soggiorno unificati
- bagno interno con servizi moderni
- camini funzionanti
- terreno coltivabile intorno alla casa
Cosa succede adesso: tempi, verifiche e attesa
Con la firma del comodato, Nathan potrà entrare nella nuova casa nelle prossime ore. Restano ora da verificare tre passaggi decisivi:
1. La valutazione degli assistenti sociali
Dovranno certificare che la nuova abitazione rispetta i requisiti minimi per accogliere i bambini.
2. Il parere del Tribunale dei Minori
La decisione sull’eventuale rientro dei bambini spetterà ai giudici dell’Aquila, che valuteranno anche il percorso di ristrutturazione della casa originaria.
3. L’esito del reclamo dei legali
Gli avvocati della coppia hanno già presentato reclamo contro l’ordinanza di allontanamento, sostenendo che la vicenda sia stata oggetto di “strumentalizzazioni”. Il nuovo alloggio potrebbe rafforzare la loro posizione.
Per la prima volta dopo giorni di tensioni, polemiche e controlli continui, la storia sembra prendere una direzione più concreta. Nathan dormirà nel nuovo casolare già da domenica. Per Catherine e i tre figli, però, la decisione finale resta nelle mani del Tribunale.













