Il 13 marzo scorso, i carabinieri hanno prelevato un nuovo campione di DNA direttamente da Andrea Sempio per confrontarlo con i dati precedentemente raccolti. L’obiettivo è stabilire con certezza la compatibilità del suo profilo genetico con le tracce ritrovate sotto le unghie di Chiara Poggi. L’incidente probatorio, che avrà inizio il 9 aprile, rappresenta un passaggio cruciale per determinare eventuali sviluppi giudiziari.
Il sequestro della spazzatura e nuove possibili prove
Un altro elemento interessante emerso negli ultimi mesi riguarda il sequestro di un sacco della spazzatura prelevato dai carabinieri nel novembre 2023. Il sacco si trovava nei pressi dell’abitazione di un familiare di Andrea Sempio e il suo contenuto potrebbe fornire ulteriori indizi. Non è ancora chiaro se il materiale raccolto sia stato utilizzato per nuove analisi genetiche o se sia legato ad altre finalità investigative.
Oltre a questo, sono stati effettuati sequestri analoghi nei pressi dell’abitazione di Sempio e del negozio di telefonia in cui lavora. Gli investigatori stanno cercando di comprendere se il DNA presente sotto le unghie della vittima possa essere collegato direttamente all’indagato o se vi siano altre spiegazioni plausibili per la sua presenza sulla scena del crimine.
Il futuro di Alberto Stasi e il possibile ribaltamento del verdetto
Mentre l’attenzione degli inquirenti si concentra sulle nuove prove, Alberto Stasi attende di sapere se potrà ottenere la semilibertà. Il 9 aprile, lo stesso giorno in cui verrà conferito l’incarico al perito per l’incidente probatorio, il Tribunale di Sorveglianza di Milano discuterà la richiesta avanzata dall’ex studente bocconiano, che sta scontando la sua condanna a 16 anni di carcere presso la casa circondariale di Bollate.
Se le nuove analisi dovessero confermare che il DNA trovato sulle mani di Chiara Poggi appartiene a Sempio, si aprirebbe un capitolo completamente nuovo nel caso Garlasco. L’eventualità di una revisione del processo potrebbe rimettere in discussione il verdetto che, fino a questo momento, ha inchiodato Stasi come unico responsabile del delitto.