venerdì, Aprile 24

Garlasco, la svolta: Sempio verso il processo, Stasi verso la revisione

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Le nuove prove: DNA, orario della morte e impronte

A sostenere la nuova ricostruzione investigativa ci sono diversi elementi tecnici depositati nelle ultime settimane. La perizia medico-legale affidata a Cristina Cattaneo colloca l’orario della morte di Chiara Poggi tra le 10.30 e le 12, con una maggiore probabilità tra le 11 e le 11.30 — in linea con le prime valutazioni del medico legale Marco Ballardini dell’epoca, ma in potenziale contrasto con alcune ricostruzioni processuali successive.

Rilevanti anche gli approfondimenti genetici del professor Carlo Previderé, che ha riesaminato tutte le tracce biologiche partendo dai dati grezzi. Il risultato più discusso riguarda il DNA rilevato sui pedali della bicicletta di Stasi: il valore coinciderebbe con quello trovato su un cucchiaino utilizzato dalla vittima — un dato che, secondo i nuovi consulenti, potrebbe avere un significato diverso da quello interpretato nelle sentenze di condanna.

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Le nuove analisi sulla scena del crimine avrebbero inoltre escluso l’utilizzo del lavabo del bagno al piano terra da parte dell’assassino, rimettendo in discussione alcune interpretazioni delle impronte attribuite alle scarpe di Stasi. Dettagli tecnici che, uno per uno, costruiscono un quadro alternativo a quello giudicato definitivo dalla Cassazione.

Le piste alternative scartate

Gli inquirenti prendono nettamente le distanze dalle piste alternative circolate negli anni sui media e sui social: i presunti festini con droghe, i riti satanici, il coinvolgimento di più persone sulla scena del crimine. Tutte ipotesi ritenute prive di riscontro investigativo concreto. La nuova inchiesta punta su Sempio come unico autore — non su una banda o su scenari più complessi.

Una verità che potrebbe essere riscritta

Il caso Garlasco è uno dei più seguiti e discussi nella storia giudiziaria italiana recente. Quasi vent’anni di processi, sentenze, revisioni mediatiche e polemiche. Ora, per la prima volta, la macchina giudiziaria sembra davvero pronta a rimetterla in moto in modo formale — con un imputato diverso, con prove nuove e con la possibilità concreta che un uomo già condannato in via definitiva possa vedere il suo processo rivisto.

Cosa succederà nelle prossime settimane dipenderà dall’esito dell’incontro tra le Procure e dai tempi tecnici della chiusura delle indagini. Ma il dado sembra tratto.

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