sabato, Maggio 9

Il presidente del Trentino sarà processato per l’uccisione dell’orso M90: imputazione coatta per Maurizio Fugatti

Il giudice contesta due elementi principali: l’assenza della sedazione e la mancata presenza di veterinari. L’autopsia ha accertato che l’orso morì dissanguato dopo essere stato colpito da due proiettili, evidenziando sofferenze prolungate.

Indagati anche due funzionari provinciali

Oltre a Fugatti, il gip ha chiesto l’iscrizione nel registro degli indagati di due funzionari provinciali coinvolti nell’operazione. Il provvedimento ribalta la richiesta della procura, che aveva chiesto l’archiviazione del caso.

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Ora la procura dovrà formulare la richiesta di rinvio a giudizio. Successivamente sarà il gup a decidere se aprire il dibattimento o, in alternativa, dichiarare il non luogo a procedere, ipotesi ritenuta improbabile dal gip.

Il quadro legale: cosa rischia Fugatti

Il reato contestato è previsto dall’articolo 544 bis del codice penale. Le pene vanno da 6 mesi a 3 anni di reclusione, con multe fino a 30.000 euro. Se le sofferenze dell’animale risultano prolungate volontariamente, la pena può salire fino a 4 anni di carcere e 60.000 euro di multa.

Fugatti ha difeso pubblicamente la sua decisione, sostenendo la legittimità dell’intervento e ribadendo la necessità di proteggere la popolazione locale in un territorio dove gli incidenti con grandi carnivori sono un tema politico e sociale molto acceso.

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