La stoccata su Tajani è arrivata con precisione chirurgica: “Mentre tutti i ministri degli esteri si occupavano di capire cosa fare con i Pasdaran, Tajani andava a Cologno Monzese per capire cosa fare con il consuocero Paolo Barelli”. Un riferimento alla convocazione del vicepremier negli uffici Mediaset da parte dei figli Berlusconi, già al centro delle polemiche la settimana scorsa.
Conte rilancia le primarie: “Non voglio dividere, voglio partecipazione”
Sul versante dell’opposizione, Giuseppe Conte ha scelto Che Tempo Che Fa per chiarire la sua posizione sulle primarie del campo largo. Il leader M5S ha respinto le accuse di voler alimentare divisioni: “Non è che ho detto ‘facciamole’ perché voglio dividere. Adesso dobbiamo costruire un programma condiviso”. Ha citato i 2 milioni di astensionisti che sono tornati a votare al referendum sulla giustizia e le aule universitarie stracolme come segnali di una voglia di partecipazione che andrebbe canalizzata.
Sul rapporto con Renzi ha cercato di smorzare le tensioni: “Io non ce l’ho con lui. A me interessa un obiettivo: un progetto progressista dove non ci sia contaminazione tra politica e affari”. E ha insistito sulla necessità di una legge sul conflitto di interessi come priorità programmatica, attaccando il governo sul fronte degli extraprofitti e del caro-energia.
La partita politica italiana, tra guerra in Iran, gelo con Washington e scontri interni alla maggioranza, non ha nessuna intenzione di concedere pause.