Piantedosi ha anche difeso la sostanza della norma, ricordando che i rimpatri volontari assistiti non sono un’invenzione del governo attuale ma strumenti già previsti da oltre dieci anni nell’ordinamento italiano ed europeo. Una difesa che però non ha convinto le opposizioni, le quali non contestano il principio dei rimpatri volontari ma il meccanismo incentivante per gli avvocati, ritenuto lesivo dell’autonomia della difesa.
Il nodo delle coperture e i rilievi della Ragioneria
Il quadro si complica ulteriormente per i rilievi della Ragioneria dello Stato, che ha sollevato dubbi sulla mancanza di coperture finanziarie per diverse norme del decreto — non solo quella sui rimpatri. In Commissione Bilancio la discussione è ancora in corso. La deputata del Pd Maria Cecilia Guerra ha parlato di “questioni di legittimità costituzionale ancora aperte”, aggiungendo un elemento di pressione istituzionale che va oltre la semplice polemica politica.
La linea del governo: tirare dritto e correggere dopo
La strategia del governo è ormai definita: approvare il decreto così com’è con la questione di fiducia, inclusa la norma contestata, e poi varare un decreto correttivo in Consiglio dei ministri per sistemare i profili di incostituzionalità. Giovanni Donzelli ha escluso modifiche immediate nel testo: “Poi vedremo se ci sono aggiustamenti tecnici”.
È una scelta rischiosa perché espone il governo alla possibilità concreta che il Quirinale non firmi il decreto nella sua forma attuale. Ma la scadenza del 25 aprile — giorno della Liberazione — non lascia alternative praticabili che non richiedano un doppio passaggio parlamentare in tempi impossibili.
Un clima incandescente, un esito ancora incerto
La giornata parlamentare del 21 aprile 2026 ha prodotto immagini che difficilmente escono dalla memoria: l’Aula occupata, un deputato espulso, i lavori sospesi, ministri circondati da parlamentari dell’opposizione seduti ai loro banchi. Tutto su una norma da 615 euro per gli avvocati. Un numero piccolo per una crisi istituzionale che piccola non è.