sabato, Febbraio 14

Referendum Giustizia 2026, sondaggio Ipsos: No avanti ma decisiva sarà l’affluenza

Nel primo scenario, considerato al momento il più probabile, voterebbe poco più del 40% degli elettori. In questo caso, il No resterebbe avanti con il 50,6% contro il 49,4% del Sì.

Se però la partecipazione salisse al 46%, l’esito cambierebbe: il Sì passerebbe in testa con il 51,5% contro il 48,5% del No. Con un’affluenza al 52%, il massimo ipotizzabile oggi, il vantaggio del Sì diventerebbe più netto: 53,7% contro 46,3%.

Centrodestra compatto, opposizioni meno omogenee

Il sondaggio evidenzia anche una forte compattezza dell’elettorato di centrodestra, con orientamenti verso il No che oscillano tra il 2% e il 5%. Meno uniforme invece il comportamento dell’elettorato di opposizione.

Tra gli elettori del Partito Democratico, la quota di favorevoli al Sì varia tra il 10% e il 14% a seconda dello scenario. Nel Movimento 5 Stelle il Sì si attesta stabilmente attorno al 24%, mentre tra gli elettori delle altre liste oscilla tra il 27% e il 33%.

Un dato interessante riguarda proprio l’elettorato Pd e delle altre liste: il consenso al Sì tende a crescere con l’aumentare della partecipazione. Un elemento che rende la dinamica dell’affluenza decisiva anche in chiave strategica.

Una partita ancora aperta

Per il centrosinistra, una bassa partecipazione potrebbe favorire il mantenimento del vantaggio del No, grazie a un elettorato già mobilitato. Un aumento dell’affluenza, invece, rischierebbe di spostare l’ago della bilancia verso il Sì, anche intercettando parte dei propri elettori.

Per il centrodestra, al contrario, la priorità diventa incentivare la mobilitazione. Più cittadini alle urne significherebbero maggiori possibilità di ribaltare il risultato attuale.

Resta però un’incognita politica di fondo: la riforma Nordio non sembra, almeno finora, aver acceso un vero dibattito pubblico. Se la campagna elettorale dovesse intensificarsi nelle prossime settimane, l’interesse potrebbe crescere. Ma oggi, più che il merito dei singoli quesiti, a determinare l’esito del referendum sarà la capacità dei partiti di portare gli elettori alle urne.

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