Per Crosetto questa evoluzione non è casuale: «La visione che abbiamo del futuro è quella di un mondo meno sicuro», spiega. «Tutte le nazioni europee stanno mettendo in discussione modelli costruiti 10-15 anni fa e stanno pensando di aumentare il numero dei militari».
Italia verso un cambio di modello
Crosetto sostiene che anche l’Italia debba rivedere le scelte del passato: «Abbiamo costruito modelli che riducevano il numero dei militari». Ora, secondo il ministro, è necessario invertire la rotta, «archiviando» le politiche di ridimensionamento e aprendo a un aumento degli effettivi.
Il ministro guarda anche al ruolo della riserva: «Va fatta una riflessione sulla riserva che potremmo mettere in campo in caso di situazioni di crisi».
Cosa potrebbe prevedere il nuovo modello
La bozza di Crosetto non è ancora pubblica, ma nelle sue parole emergono alcuni punti chiave:
- ampliamento del numero dei militari;
- rafforzamento della riserva;
- riforma dell’organizzazione delle Forze Armate;
- introduzione di nuove regole per la difesa nazionale;
- valutazione di una forma di servizio militare o civile “moderno”.
Ogni scelta passerà per il Parlamento, dove la discussione potrebbe prevedere modelli flessibili e non necessariamente identici a quelli del passato.
Verso un’Italia più militarizzata?
Il ministro non nasconde che l’Italia debba «muoversi» nel contesto di un futuro definito «meno sicuro», con scenari geopolitici instabili, il riarmo europeo e conflitti globali che rimettono al centro il tema della difesa nazionale.
Il dibattito politico ora si sposterà in Parlamento. E per la prima volta dopo anni, l’ipotesi di un ritorno – seppur in forma nuova – della leva militare non appare più un tabù.
















