giovedì, Giugno 25

Scontri a Torino, la decisione sul 22enne accusato dell’aggressione all’agente

Arriva una prima decisione giudiziaria sugli scontri avvenuti a Torino al termine del corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per un giovane di 22 anni, ritenuto coinvolto nell’aggressione a un agente di polizia durante le violenze del 31 gennaio.

La decisione del gip dopo l’udienza di convalida

Askatasuna, chi è il 22enne arrestato per l’aggressione al poliziotto: la madre rompe il silenzio

Leggi anche:Auto investe tre pedoni a Genova: paura a Cornigliano

Leggi anche:Tragedia in autostrada, schianto choc in galleria: ci sono morti

Leggi anche:Yara Gambirasio, Bossetti chiede nuovi accertamenti su reperti e campioni: la difesa parla di possibile svolta

Il provvedimento è stato adottato al termine dell’udienza di convalida dell’arresto, nel corso della quale il giovane ha reso dichiarazioni spontanee. Pur in assenza di un quadro probatorio definitivo, il giudice ha ritenuto sussistenti elementi indiziari sufficienti a giustificare la misura cautelare dei domiciliari.

Secondo quanto emerge dagli atti, il giudice ha valutato la gravità dei fatti contestati e il contesto di estrema tensione in cui si sono verificati, escludendo però, in questa fase, la custodia in carcere.

Scarcerati altri due indagati: resta l’obbligo di firma

Nella stessa udienza, il gip ha disposto la scarcerazione di altri due giovani fermati in relazione agli scontri. Per entrambi è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, misura ritenuta sufficiente a garantire le esigenze cautelari.

I due sono indagati per resistenza a pubblico ufficiale e non risultano, allo stato, coinvolti direttamente nell’aggressione al poliziotto rimasto ferito.

Un’inchiesta ancora in evoluzione

L’indagine, coordinata dalla Procura di Torino, resta aperta. Gli inquirenti stanno analizzando filmati, testimonianze e materiale acquisito dalla Digos per chiarire le singole responsabilità e valutare eventuali aggravanti.

La vicenda giudiziaria si inserisce in un clima politico e istituzionale già teso, con il governo che ha parlato apertamente di livelli di violenza incompatibili con il diritto di manifestare e con una possibile contestazione del reato di devastazione.

Nei prossimi giorni sono attesi nuovi sviluppi sia sul fronte giudiziario sia su quello politico, mentre resta alta l’attenzione sulle misure di sicurezza e sull’ordine pubblico in città.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.