Non è solo una vittoria. Non è nemmeno una doppietta. È un’impresa che cambia prospettiva alla storia dei Giochi. A Milano-Cortina 2026 il nome che rimbomba sulle piste è quello di Franjo von Allmen, lo svizzero classe 2001 capace di conquistare tre medaglie d’oro nella stessa edizione olimpica.

L’oro all’esordio nella discesa libera
Il primo squillo arriva nella discesa libera. Pettorale numero 15, linee perfette, traiettorie pulite. Von Allmen scende con una sicurezza sorprendente per un debuttante olimpico e si prende la scena davanti a tutti, compreso il campione Marco Odermatt.
Non è solo velocità, ma controllo. È la gara che apre il suo capolavoro. Ed è oro.
La conferma nella combinata a squadre
Due giorni dopo, nella combinata a squadre insieme a Tanguy Nef, arriva la seconda medaglia d’oro. Una prova diversa, che richiede adattamento, strategia e lucidità.
Von Allmen dimostra di saper vincere anche quando cambia formato e pressione. Non è più una sorpresa: è una certezza.
Il capolavoro nel superG
La terza gara è quella che consacra definitivamente la sua impresa. Nel superG, disciplina tecnica e velocissima, lo svizzero costruisce la vittoria nella parte centrale del tracciato, la più complessa.
Chiude davanti allo statunitense Cochran-Siegle per 13 centesimi e allo stesso Odermatt per 28. Distacchi minimi, ma decisivi.
È il terzo oro. È storia.
Un’impresa che riporta ai miti del passato
Per trovare un atleta capace di vincere tre ori nello sci alpino nella stessa edizione olimpica bisogna tornare a nomi leggendari come Toni Sailer (Cortina 1956) e Jean-Claude Killy (Grenoble 1968).



















