sabato, Aprile 18

Selvaggia Lucarelli demolisce Silvia Salis: “Androide creato dal Pd”

Il limite dell’androide, secondo Lucarelli, sta nello sguardo: fisso, inespressivo, inquietante. “Quando vedo i video di Salis su Instagram ho sempre la sensazione che non stia guardando la camera ma il mio algoritmo”. Una battuta che, nel mezzo di un attacco così strutturato, colpisce proprio per la sua apparente leggerezza.

Il concerto techno, gli occhiali da 520 euro e i sacchi di sale

Lucarelli non risparmia nemmeno la foto virale di Salis dietro alla consolle di un dj set a Genova, quella che aveva fatto discutere per settimane. La spiegazione fornita è surreale: la dj Charlotte de Witte era una figurante, e nelle casse c’erano sacchi di sale. “Un vero capolavoro di comunicazione e proselitismo, all’insaputa di quasi tutti”. Il tutto condito dal dettaglio degli occhiali Bottega Veneta da 520 euro: “Quell’evidente profumo di proletariato”, scrive con sarcasmo.

La chiusura è dedicata all’unico vero problema dell’androide, secondo Lucarelli: il cognome. Salis, come Ilaria. Una coincidenza scomoda che rischia di creare confusione nella testa degli elettori.

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Perché ora, perché sul Fatto: la regia di Conte

La domanda che si pongono gli osservatori politici non è tanto cosa pensi Lucarelli di Salis, ma perché questo attacco esca adesso e su quel giornale. Il Fatto Quotidiano è da tempo la sponda mediatica più fedele di Giuseppe Conte, e Travaglio non è noto per pubblicare pezzi che danneggiano i suoi riferimenti politici per puro piacere letterario.

Silvia Salis, con la sua popolarità crescente e il suo profilo istituzionale, è considerata da molti la rivale più temibile di Conte nella corsa alla guida del campo largo. Un attacco preventivo, feroce, costruito per sollevare dubbi sulla sua autenticità prima ancora che la partita sia ufficialmente aperta, è esattamente il tipo di operazione che si fa quando si teme un avversario. Più che un’invettiva selvaggia, come la definisce il giornale stesso, sembra una coreografia precisa. E il regista, anche se non compare nel pezzo, non è difficile da identificare.

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