La strage di Capodanno a Crans-Montana non è soltanto una tragedia internazionale, ma una ferita profonda che attraversa anche le aule di una scuola italiana. A Milano, la terza D del liceo Virgilio vive ore di angoscia e silenzio carico di paura per le condizioni di quattro studenti rimasti feriti nell’incendio scoppiato nel locale Le Constellation.
Sofia Donadio, Francesca, Leonardo e Kean erano compagni di classe nella succursale di via Pisacane. Doveva essere una vacanza tra amici, una festa per salutare l’inizio del nuovo anno. Si è trasformata invece in una notte che ha cambiato per sempre le loro vite e quelle delle loro famiglie.
Una vacanza nata come gruppo, finita in tragedia
In origine il viaggio avrebbe dovuto coinvolgere sei ragazzi della stessa classe. All’ultimo momento il gruppo si è ridotto a quattro. Una coincidenza che oggi pesa come un macigno tra i compagni rimasti a Milano, che seguono ogni aggiornamento con il fiato sospeso.
La notizia dell’incendio è arrivata improvvisa, seguita dalle prime informazioni frammentarie sui feriti. Da quel momento, per la classe è iniziata un’attesa fatta di messaggi, telefonate e speranze appese a ogni bollettino medico.
Sofia rientra in Italia: ricoverata al Niguarda
Tra i quattro studenti, Sofia Donadio è stata trasferita in Italia nelle ultime ore. La ragazza è arrivata in elicottero dall’ospedale di Losanna al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano, dove è stata immediatamente presa in carico dall’équipe specializzata.
Il suo arrivo rappresenta l’ottavo ricovero italiano nella struttura milanese dall’inizio dell’emergenza. Secondo quanto comunicato dalle autorità sanitarie, al momento non sono previsti ulteriori trasferimenti nella giornata odierna, poiché gli altri feriti valutati risultano ancora non trasportabili a causa delle condizioni critiche.
Gli altri studenti restano in Svizzera
Francesca, Leonardo e Kean sono tuttora ricoverati in Svizzera. Le loro condizioni vengono monitorate costantemente dai medici locali e da team italiani inviati sul posto. Il trasferimento in Italia potrà avvenire solo quando i parametri clinici lo consentiranno.
La situazione resta particolarmente delicata per alcuni pazienti, sottoposti a ventilazione assistita e con ustioni estese. In due casi, le autorità sanitarie stanno ancora procedendo a verifiche di identificazione, rese difficili dalle medicazioni integrali e dallo stato di incoscienza.
La scuola si mobilita: supporto psicologico per studenti e famiglie
Il liceo Virgilio ha attivato immediatamente una rete di supporto per affrontare l’impatto emotivo della tragedia. La dirigenza scolastica ha annunciato l’avvio di un percorso di assistenza psicologica rivolto agli studenti, che inizierà il 7 gennaio.
Sono previsti incontri dedicati ai ragazzi della classe coinvolta e, in orario serale, momenti di confronto riservati a docenti e genitori. L’obiettivo è accompagnare la comunità scolastica nell’elaborazione di un trauma che ha colpito nel cuore adolescenti e famiglie.
Una classe sospesa tra paura e speranza
Nelle aule del liceo, in questi giorni, il tempo sembra essersi fermato. I banchi di Sofia, Francesca, Leonardo e Kean sono diventati il simbolo di un’attesa carica di emozione. I compagni seguono ogni notizia, condividendo messaggi di incoraggiamento e speranza.
La tragedia di Crans-Montana ha reso improvvisamente concreta la fragilità della vita, soprattutto per ragazzi che fino a pochi giorni prima pensavano solo a festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
Il dramma che segna una generazione
La vicenda dei quattro studenti del liceo Virgilio è solo una delle tante storie che emergono da una tragedia che ha coinvolto decine di giovani. Ma per Milano, per quella classe e per quella scuola, quei nomi rappresentano volti, amicizie, sogni interrotti.
Mentre le indagini proseguono e i medici continuano a lottare per salvare vite, una classe intera resta unita nell’attesa, sperando che il nuovo anno possa restituire almeno una parte di ciò che quella notte ha tolto.


















