Non era soltanto un giovane atleta di talento, ma un ragazzo che viveva lo sport come una scuola di vita. Il rispetto delle regole, l’educazione e la capacità di affrontare la competizione con equilibrio erano tratti che lo distinguevano e che venivano spesso citati da chi lo aveva conosciuto.
Le ore dell’attesa e la conferma del decesso
Dopo la tragedia, familiari e amici avevano vissuto ore interminabili di angoscia. Il nome di Emanuele figurava tra quelli dei giovani di cui non si avevano notizie certe. La speranza è rimasta viva fino all’ultimo, alimentata da informazioni frammentarie e dal lavoro incessante delle autorità.
Un dettaglio emerso nelle ore precedenti alla conferma ufficiale è stato il ritrovamento del suo cellulare, elemento che ha contribuito alla ricostruzione degli ultimi momenti ma che ha anche segnato simbolicamente la fine dell’attesa.
Un dolore che unisce Italia ed estero
La scomparsa di Emanuele Galoppini ha colpito profondamente non solo Genova e la Liguria, ma anche la comunità italiana all’estero e il mondo sportivo internazionale. Tra Dubai, Rapallo e la sua città natale, il cordoglio si è diffuso rapidamente, unendo persone che avevano condiviso con lui allenamenti, gare e momenti di crescita.
Il suo nome resta ora legato a una tragedia che ha segnato l’inizio del 2026, ma anche al ricordo di un ragazzo che aveva ancora molti sogni da realizzare. La sua storia continua a vivere nei campi da golf e nella memoria di chi crede che il valore di uno sportivo si misuri prima di tutto dall’umanità.

















