giovedì, Gennaio 15

Crans-Montana, verbali choc sull’incendio: uscite chiuse e personale non formato

Personale non formato: l’altra falla che può aver pesato

Un altro passaggio ritenuto cruciale riguarda la formazione del personale. Nei verbali e nelle valutazioni ricostruite, affiora l’idea che molti addetti non avessero ricevuto istruzioni chiare su procedure antincendio, gestione delle evacuazioni, utilizzo dei dispositivi e coordinamento in caso di panico.

In un locale dove i minuti contano e il fumo può rendere impossibile orientarsi, l’assenza di protocolli e addestramento non è un “difetto”: è un potenziale moltiplicatore di vittime. E diventa ancora più grave se si somma a un contesto dove l’afflusso di persone e gli spazi ridotti rendono l’evacuazione complessa anche in condizioni ideali.

Il racconto di un minorenne: “In due minuti era tutto fuori controllo”

Tra le deposizioni figura anche quella di un minorenne italiano presente quella notte. Il giovane avrebbe descritto una propagazione rapidissima del fuoco verso il soffitto e un’escalation improvvisa: da un’anomalia gestibile a un inferno di fumo e urla in pochissimo tempo. Nella sua versione, lui sarebbe riuscito a uscire grazie all’aiuto di un amico, mentre attorno la folla cercava lo stesso varco.

Questo tipo di testimonianza è utile agli inquirenti non solo per stabilire la sequenza degli eventi, ma anche per capire se le condizioni del locale — tra visibilità ridotta, materiali che bruciano velocemente e passaggi limitati — abbiano reso l’evacuazione praticamente impossibile per molti presenti.

L’inchiesta continua: responsabilità, scelte e sicurezza

Il procedimento mira ora a chiarire le responsabilità su tre livelli: organizzazione della serata, rispetto delle norme di sicurezza e condizioni strutturali dell’ambiente. Sullo sfondo restano anche le valutazioni sulle misure cautelari e sugli sviluppi giudiziari, mentre le famiglie attendono risposte e un quadro definitivo che spieghi come una notte di festa possa essersi trasformata in una trappola mortale.

Una cosa, intanto, emerge con forza dagli atti e dalle ricostruzioni: la tragedia non si gioca solo sul momento in cui scatta la scintilla, ma su tutto quello che — prima — decide se un locale è pronto a salvare vite oppure no.

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