Si era allenato anche in Italia, in particolare al Golf Club di Rapallo, e nel 2025 aveva chiuso al quarto posto il Campionato junior del Medio Oriente. L’ultimo torneo risaliva a metà dicembre, poche settimane prima della tragedia.
Scuola, viaggi e sacrifici
A Dubai frequentava la Swiss International School, riuscendo a conciliare studio e attività sportiva con grande disciplina. Viaggiava spesso tra Europa e Medio Oriente per partecipare a tornei, costruendo passo dopo passo un percorso che lasciava intravedere un futuro nel golf competitivo.
Per lui il golf non era solo uno sport, ma un progetto di vita, affrontato con dedizione e serietà.
Una tragedia che coinvolge un’intera generazione
Emanuele Galeppini è uno dei tre primi italiani identificati, ma l’elenco dei dispersi non è ancora chiuso. All’appello mancano ancora Chiara Costanzo, Sofia Prosperi e Riccardo Minghetti, mentre le famiglie continuano a sperare che possano trovarsi tra i feriti non ancora identificati.
La tragedia di Crans-Montana ha colpito ragazzi che spesso si conoscevano, che avevano trascorso insieme l’infanzia e le vacanze, che avevano cenato insieme poche ore prima dell’incendio. Un’intera comunità, italiana e svizzera, si ritrova ora a fare i conti con un dolore che va oltre i confini nazionali.
Il ricordo nel mondo dello sport
La morte di Emanuele Galeppini ha scosso profondamente il mondo del golf. Allenatori, compagni di gara e appassionati lo ricordano come un ragazzo serio, rispettoso e determinato, capace di rappresentare al meglio i valori dello sport.
La sua scomparsa lascia un vuoto enorme: quello di un talento che stava crescendo e di una vita interrotta troppo presto, in una notte che ha segnato per sempre molte famiglie.



















