La Repubblica
descrive un presidente “mai così solo”, stretto tra il rischio di perdere il potere e quello di perdere la guerra. Il suo consenso sarebbe sceso ai minimi storici dall’inizio dell’invasione.
Leggi anche:Politica italiana in lutto: è morto Mico Rizza
Leggi anche:Mattarella firma i decreti: nominati 25 nuovi Cavalieri del Lavoro
Leggi anche:Sondaggi Genova, Silvia Salis promossa dal 50% dei cittadini: città spaccata a metà
Il fronte militare resta fragile: Putin osserva e aspetta
Le forze russe hanno intensificato la pressione in Donbass, approfittando dello stallo politico e del calo degli aiuti occidentali. Fonti NATO temono che un’Ucraina indebolita possa essere più incline ad accettare condizioni sfavorevoli pur di fermare il conflitto.
Nel frattempo, la Turchia di Erdogan continua a proporsi come mediatore. Xinhua riporta che il presidente turco ha discusso con Zelensky una “diplomazia nuova” capace di coinvolgere anche Mosca.
Un equilibrio precario: Zelensky tra due fuochi
Il presidente ucraino si trova ora in un tunnel politico e strategico: da un lato deve rispondere alla società civile che chiede trasparenza e lotta alla corruzione, dall’altro agli alleati internazionali che spingono per un compromesso. Il tutto mentre le pressioni militari non accennano a diminuire.
Il negoziato con Trump sarà decisivo. Ma per arrivarci, Zelensky dovrà sopravvivere sia politicamente, sia militarmente.