L’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti, il ragazzo di 16 anni morto nella notte di Capodanno durante l’incendio nel locale Le Constellation di Crans-Montana, restituisce un quadro drammatico e destinato a incidere in modo decisivo sulle indagini. L’esame medico-legale, completato a Roma dopo il rientro della salma dalla Svizzera, ha evidenziato numerose lesioni compatibili con il calpestamento, oltre ai segni riconducibili all’esposizione alle fiamme e ai fumi tossici.

Un elemento che rafforza l’ipotesi di una fuga caotica e senza vie di sfogo sufficienti, in cui la pressione della folla avrebbe avuto un ruolo determinante negli ultimi istanti di vita del giovane.
Le lesioni da schiacciamento e il caos durante la fuga
Secondo le prime risultanze dell’autopsia, sul corpo di Riccardo sono state riscontrate lesioni multiple ritenute compatibili con un’azione di compressione violenta. Gli specialisti parlano di traumi che potrebbero essere stati causati dal peso di altre persone durante il tentativo disperato di uscire dal locale mentre l’incendio si stava propagando.
Le ricostruzioni investigative indicano che molti presenti avrebbero cercato di mettersi in salvo convergendo verso un unico varco, mentre altre vie di fuga sarebbero risultate chiuse, impraticabili o non immediatamente individuabili. Una dinamica che avrebbe trasformato la discoteca in una trappola.
L’autopsia al Policlinico Gemelli
L’esame autoptico è stato eseguito presso il Policlinico Gemelli di Roma da un’équipe di medicina legale coordinata dal professor Antonio Oliva, docente all’Università Cattolica. Oltre all’autopsia tradizionale, sono stati effettuati esami radiologici, accertamenti tossicologici e una Tac total body, necessari per valutare con precisione l’estensione dei traumi interni.
I consulenti hanno inoltre analizzato la documentazione sanitaria proveniente dalla Svizzera, compresi i referti redatti dai soccorritori intervenuti a Crans-Montana nelle ore immediatamente successive al rogo.
Cause della morte ancora da definire
Nonostante il quadro delle lesioni sia ormai delineato, i medici legali precisano che non è ancora possibile indicare una causa univoca del decesso. Sarà necessario attendere gli esiti definitivi degli esami di laboratorio sui campioni biologici prelevati, in particolare per valutare:
– il livello di inalazione di fumi e gas tossici;
– l’eventuale presenza di sostanze nel sangue;
– la correlazione tra le lesioni da compressione e la dinamica dell’evento.
Solo l’analisi complessiva di questi dati permetterà di stabilire se Riccardo sia morto principalmente per asfissia, per schiacciamento o per una combinazione dei due fattori.
L’inchiesta della Procura di Roma
Le risultanze autoptiche confluiranno in una relazione tecnica che sarà trasmessa alla Procura di Roma, che ha aperto un procedimento per omicidio colposo, lesioni colpose, incendio colposo e disastro colposo. L’indagine italiana si concentra in particolare sulle presunte violazioni delle norme di sicurezza, con attenzione alle vie di fuga e alla gestione dell’emergenza.
Il fascicolo aperto a piazzale Clodio non riguarda solo Riccardo Minghetti. I magistrati romani stanno seguendo anche gli accertamenti medico-legali sulle altre cinque vittime italiane morte nella stessa tragedia.
Il coordinamento con l’inchiesta svizzera
Parallelamente, in Svizzera è in corso un’indagine che ha portato all’arresto del gestore del locale, Jacques Moretti, e alla posizione di indagata della moglie Jessica Maric. Al momento, tuttavia, i due non risultano formalmente iscritti nel registro degli indagati della Procura di Roma, che attende ulteriori atti e riscontri dalle autorità elvetiche.
Le autopsie disposte sugli altri corpi, effettuate negli istituti di medicina legale di Milano, Bologna e Genova, consentiranno una comparazione fondamentale per comprendere se le modalità di morte siano riconducibili a una dinamica comune legata alla struttura del locale e all’organizzazione della serata.
Una ricostruzione minuto per minuto
Testimonianze dei superstiti, immagini di videosorveglianza e rilievi tecnici effettuati nel locale di Crans-Montana saranno incrociati con i dati medico-legali per ricostruire minuto per minuto ciò che è accaduto nella notte di Capodanno.
Solo al termine di questo complesso lavoro investigativo sarà possibile stabilire se omissioni, negligenze o violazioni specifiche abbiano contribuito in modo determinante alla morte di Riccardo e degli altri ragazzi, e se una diversa gestione delle vie di fuga avrebbe potuto evitare una tragedia di tali proporzioni.


















