Un ulteriore ostacolo nell’identificazione di un eventuale nuovo colpevole è rappresentato dalla natura stessa del DNA prelevato. Previderé ha infatti evidenziato un aspetto scientificamente rilevante: il cromosoma Y, che è stato individuato nei frammenti di DNA sotto le unghie della vittima, non permette di identificare in modo univoco un solo individuo. Questo perché il cromosoma Y è ereditato inalterato lungo la linea paterna, il che significa che tutti i maschi appartenenti alla stessa famiglia condivideranno lo stesso profilo genetico.
Questa peculiarità del DNA maschile complica ulteriormente la possibilità di utilizzare la prova genetica per confermare la presenza di un individuo specifico sulla scena del delitto. In assenza di altre prove concrete, è quindi difficile sostenere con certezza che Andrea Sempio possa essere stato coinvolto direttamente nell’omicidio.
Dubbi su un possibile complice
L’ipotesi che un altro soggetto possa aver partecipato al delitto rimane ancora molto incerta. Il fatto che il cromosoma Y non identifichi una singola persona, ma solo una linea genetica, rende improbabile l’utilizzo di questa prova per insinuare il coinvolgimento di un complice. Inoltre, la condanna di Alberto Stasi è avvenuta “oltre ogni ragionevole dubbio”, il che significa che il processo ha già individuato un colpevole sulla base delle prove disponibili.
Tuttavia, la riapertura delle indagini e l’analisi di nuovi reperti mostrano che la Procura non esclude la possibilità di riesaminare i fatti, alla ricerca di eventuali elementi che possano portare a ulteriori sviluppi.
Conclusioni
L’acquisizione e l’analisi della spazzatura della famiglia Poggi rappresentano un nuovo capitolo in uno dei casi di cronaca nera più noti degli ultimi anni. Sebbene il sequestro dei reperti possa sembrare insolito, le indagini puntano a ottenere riscontri scientifici più precisi sulla presenza di DNA compatibili con quelli trovati sulla vittima.
L’incidente probatorio sarà fondamentale per chiarire se il DNA di Andrea Sempio possa essere associato in modo certo alla scena del crimine. Tuttavia, il problema del cromosoma Y e la mancanza di un profilo genetico univoco complicano il quadro probatorio, rendendo ancora difficile l’identificazione di un nuovo colpevole o di un eventuale complice.
Nel frattempo, la famiglia Poggi e l’opinione pubblica attendono con attenzione i prossimi sviluppi, mentre la giustizia continua a cercare risposte definitive su un caso che, nonostante la condanna di Alberto Stasi, continua a sollevare interrogativi irrisolti.